Leggi il settimanale

La Nobel San Suu Kyi agli arresti domiciliari dopo 5 anni di carcere

Arrestata nel febbraio del 2021 quando l'esercito prese il potere con un colpo di Stato, quando era di fatto la leader di del Paese, è rimasta da allora in carcere

La Nobel San Suu Kyi agli arresti domiciliari dopo 5 anni di carcere
00:00 00:00

Prima la concessione di una riduzione di un sesto della pena, poi la possibile svolta: Aung San Suu Kyi andrà agli arresti domiciliari. Una piccola e parziale apertura per l'ex leader birmana e premio Nobel per la pace, dopo le elezioni-farsa dello scorso gennaio 2026 e stravinte, ovviamente, dal partito pro-esercito. Il leader Min Aung Hlaing è da tempo alle prese con le pressioni internazionali perché rilasciasse i detenuti politici. Lo stesso capo della giunta militare, che guidò il colpo di Stato contro di lei scatenando la guerra civile, ha fatto sapere ieri di aver commutato in detenzione domiciliare la pena ad Aung San Suu Kyi, oggi 80enne.

Arrestata nel febbraio del 2021 quando l'esercito prese il potere con un colpo di Stato, quando era di fatto la leader di del Paese, è rimasta da allora in carcere, accumulando condanne fino a 33 anni di carcere per una serie di accuse che vanno dalla corruzione al possesso illegale di walkie-talkie fino al mancato rispetto delle restrizioni sul coronavirus in quello che è stato a tutti gli effetti un procedimento politico farsa. Dopo le polemiche internazionali, la pena era stata ridotta a 27 anni, poi accorciata di un sesto lo scorso 17 aprile, e infine di un altro sesto l'altro giorno, portando la sua pensa a 18 anni, di cui 13 anni ancora da scontare. Adesso la donna verrà trasferita in isolamento presso un indirizzo nella capitale Naypyidaw che ancora non è stato comunicato ma "dopo cinque anni di inferno nelle prigioni birmane", come comunicato dai suoi avvocati, i domiciliari rappresentano comunque una piccola svolta.

Il colpo di Stato in Myanmar del 2021 ha innescato una forte resistenza popolare, repressa con violenza e sfociata in una guerra civile che ha causato migliaia di vittime. Suu Kyi, figlia dell'eroe martire dell'indipendenza del Myanmar, il generale Aung San, ha trascorso quasi 15 anni come prigioniera politica agli arresti domiciliari tra il 1989 e il 2010 trasformandola in un simbolo della lotta non violenta per la democrazia che le è valso il Premio Nobel per la Pace nel 1991.

"Un passo significativo verso un processo politico credibile", ha commentato il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha ribadito l'appello per il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici in Myanmar.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica