Nodo Green pass, la telefonata Draghi-Salvini convince la Lega: accordo in Cdm

Il colloquio di mattina sblocca tutto. Il premier: "la priorità resta la scuola". L'ex Bce ai ministri: "clima diverso da marzo, Ue soddisfatta del Pnrr".

Nodo Green pass, la telefonata Draghi-Salvini convince la Lega: accordo in Cdm

Forse complice anche il clima da ultimo giorno di scuola, il Consiglio dei ministri di ieri pomeriggio è filato via senza troppi attriti. Così come la cabina di regia sul green pass che si è tenuta in tarda mattinata. Con una Lega piuttosto accondiscendente, soprattutto alla luce delle critiche dell'ultima settimana, nella quale Matteo Salvini non ha esitato a puntare il dito contro il cosiddetto passaporto verde. Ieri, invece, nell'ultima riunione di governo prima della pausa estiva, il Carroccio ha scelto un approccio decisamente più benevolo, per nulla ostile. Lo ha fatto per bocca del ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, vista anche l'assenza del titolare dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti, impegnato a Trieste nel G20 su digitale.

D'altra parte, che il clima fosse cambiato a Palazzo Chigi lo avevano iniziato a sperare già da mercoledì. Quando, per la prima volta da tempo, a proposito del dossier immigrazione il leader della Lega non aveva usato toni caustici verso il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese. Anzi, commentando le mosse dell'ex prefetto di Milano, Salvini era arrivato a parlare di primi «segnali positivi». E anche ieri mattina, poco prima che iniziasse la cabina di regia, le agenzie che riportavano le parole del leader del Carroccio sembravano spianare la strada a una giornata tranquilla. L'ex vicepremier, infatti, apriva nella sostanza al green pass, con alcune puntualizzazioni: no a limitazioni in alberghi e, almeno per tutto agosto, sui mezzi di trasporto; garanzia di scuola in presenza per tutti i bambini; prudenza sul posto di lavoro. Usciti i primi lanci d'agenzia, a Palazzo Chigi c'è stato chi ha preso nota delle richieste di Salvini con un eloquente «perfetto».

I punti su cui si sofferma il leader della Lega, infatti, sono esattamente quelli su cui si è già chiuso l'accordo ormai da 48 ore. Il che significa che l'ex titolare del Viminale conferma la mediazione suggellata con Draghi. Un accordo ribadito in una telefonata tra i due proprio ieri mattina. Un'intesa che accoglie sì le richieste del Carroccio sugli alberghi (non dovranno esibire il green pass i clienti che vogliono accedere ai ristoranti e ai bar al chiuso) e sui trasporti (per quelli a lunga percorrenza l'obbligo entrerà in vigore dal primo settembre). Ma che certifica anche il via libera di Salvini sulla scuola, con una misura che lascia pochi margini a interpretazioni: i docenti senza green pass saranno sospesi, anche dallo stipendio, dopo cinque giorni di assenza. Un punto, questo, che per il premier era assolutamente dirimente, perché l'unica cosa che non vuole l'ex numero uno della Bce è che a settembre la scuola si ritrovi ancora una volta nel guado e costretta alla didattica a distanza. Dopo due anni funestati dal Covid, per Draghi è assolutamente una priorità che le lezioni inizino in presenza. Non è un caso che il premier abbia molto apprezzato l'approccio «pragmatico» di Salvini.

Non solo sulla scuola, ma anche sui trasporti. In cabina di regia, infatti, il ministro della Sanità Roberto Speranza - appoggiato dal titolare della Cultura Dario Franceschini - ha caldeggiato la data del 20 agosto per l'entrata in vigore dell'obbligo. Davanti alle obiezioni di Garavaglia, Draghi avrebbe chiesto lumi al ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini circa l'effettiva attuazione della restrizione. E, preso atto che non erano fattibili accelerazioni, avrebbe sostanzialmente accolto l'obiezione di Garavaglia. Considerata «ragionevole» da un punto di vista logistico.

Insomma, un Consiglio dei ministri che - nonostante l'inizio del semestre bianco ormai tre giorni fa - segna una tregua nella maggioranza. Tanto che, durante la riunione, lo stesso Draghi ha sottolineato come «l'esame delle misure anti-Covid e il confronto sulla campagna vaccinale» sia avvenuta in «un'atmosfera ben diversa da quella di marzo». Il premier ha poi elencato i risultati raggiunti in questi sei mesi, ha ringraziato i ministri per «l'energia profusa» sul Pnrr che è stato «accolto con soddisfazione dalla Commissione Ue» e ha congedato i presenti con un auspicio. «Questi risultati - ha detto in chiusura di Consiglio dei ministri - devono spronarci a continuare con la stessa determinazione dopo la pausa estiva perché sono ancora molti i provvedimenti. Buone vacanze».

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