"Noi 'a famo strana". E venne l'epoca di Bonci

Da principio fu La Gatta Mangiona, nel pacioso quartiere di Monteverde Nuovo. Qui nel 1999 Giancarlo Casa e due amici decisero di aprire una pizzeria con l'idea di rivoluzionare un piatto che fino ad allora nella capitale era stato proposto in versioni al limite del codice penale

Da principio fu La Gatta Mangiona (via Ozanam, 30-32) nel pacioso quartiere di Monteverde Nuovo. Qui nel 1999 Giancarlo Casa e due amici decisero di aprire una pizzeria con l'idea di rivoluzionare un piatto che fino ad allora nella capitale era stato proposto in versioni al limite del codice penale. L'idea in fondo era semplice: materie prime di qualità, impasto accurato, studio delle maturazioni. Poi Casa fu scavalcato a sinistra, da Stefano Callegari, che mente da Sforno (via Statilio Ottato, 110 in zona Cinecittà) inventava classici contemporanei come la Greenwich con Stilton e riduzione di Porto e la Cacio&Pepe in epoche in cui questo piatto non andava di moda, trovava anche il tempo di escogitare il Trapizzino, mix tra tramezzino e pizza.

Poi si aprì l'epoca del genio assoluto, quel Gabriele Bonci (nella foto) che sta alla pizza come Pablo Picasso al cubismo e Carlo Parola alla rovesciata. Bonci interpreta la pizza come derivazione della panificazione e da Pizzarium (via della Meloria, 43) ha dato dignità anche a una tipicità romana, la pizza al taglio. Infine un'altra figura rivoluzionaria è Edoardo Papa, che una decina di anni fa nella sua Fucina (oggi ribattezata inFucina, via G. Lunati, 25) fece ancora un passo avanti proponendo la pizza da chef, in un contesto elegante e con il concetto di degustazione crescente di varie tipologie.