"Un nuovo conto corrente" Crimi certifica il divorzio da Rousseau e Casaleggio

Il contenzioso con l'Associazione Rousseau resta aperto: "Stiamo procedendo con alcune interlocuzioni in questi mesi, c'è una attività legale dietro", spiega il capo politico dei grillini

"Un nuovo conto corrente" Crimi certifica il divorzio da Rousseau e Casaleggio

Un conto bancario ed un nuovo meccanismo di rendicontazione e la questione Rousseau, senza dimenticare la necessità di riuscire ad ottenere una sede ufficiale per conferire maggiore spessore e rilanciare il Movimento CinqueStelle: questi alcuni dei punti affrontati da Vito Crimi nel suo intervento durante l'assemblea dei deputati.

Il nuovo conto corrente

Come riportato da AdnKronos, il reggente del M5S ha spiegato a tutti l'intenzione di"modificare il meccanismo di rendicontazione e restituzione, semplificandolo. L'obiettivo è consentire al Movimento di diventare un soggetto autonomo dal punto di vista organizzativo, in modo che possa direttamente interfacciarsi con i soggetti fornitori di servizi". A tal proposito, due settimane fa è stato aperto un conto corrente bancario a nome del Movimento, con l'obiettivo di ottenere "quella capacità economica che consenta di sostenere direttamente le spese per la piattaforma tecnologica, per la formazione, di dotarsi di uno strumento di comunicazione proprio, una segreteria organizzativa che si occupi di gestire non solo gli iscritti ma anche le relazioni con i comuni, le comunicazioni interne, coordinare la formazione delle liste per le amministrative", precisa ancora Crimi.

Nuove modalità di restituzione

A partire dal mese di aprile, i grillini saranno tenuti a effettuare una restituzione fissa complessiva di 2500 euro, vale a dire "1.500 per la restituzione alla collettività e 1.000 euro per il Movimento". I mille euro vengono pertanto considerati come un contributo necessario "per l'organizzazione, la piattaforma, la tutela legale: tutto quello che serve per far funzionare al meglio il M5S", aggiunge ancora Vito Crimi. Quest'ultima cifra sarà versata direttamente sul nuovo conto corrente, ed include anche la ex quota di 300 euro destinata all'Associazione Rousseau, che non sarà più versata "a decorrere dalla mensilità di aprile". Ciò significa, quindi, che fino al 31 marzo compreso tutti gli eletti dovranno completare le rendicontazioni seguendo le modalità tradizionali, "senza alcuna deroga". Durante la campagna elettorale solo "una piccola parte di parlamentari aveva assunto un impegno" con Rousseau"e non l'ha rispettato. Non sto a giudicare", dice il parlamentare grillino,"ma oggi anche alla luce del nuovo corso mi aspetto che tutti regolarizzino al 31 marzo la loro situazione in modo da non lasciare strascichi".

La questione Rousseau

Al Movimento "serve una piattaforma tecnologica sia per gestire gli iscritti, e per la democrazia diretta che è nel nostro Dna", puntualizza ancora il capo politico dei grillini, ma "la piattaforma deve essere gestita in totale autonomia dal Movimento e non da un soggetto terzo". Poi arriva la stoccata all'Associazione Rousseau, che"ha fatto delle attività, ha preso delle iniziative, relative anche alla piattaforma, in totale autonomia e senza coordinamento con il Movimento, come l'introduzione del sistema dei 'mi fido' che ha fatto storcere il naso a tanti".

Sulla disputa con Rousseau, Crimi ha le idee chiare, parlando di pretese economiche infondate "sia nella quantificazione che nella individuazione del movimento come soggetto ritenuto obbligato". La richiesta di 400mila euro, prosegue Crimi, "di cui tutti siete a conoscenza in quanto pubblicamente avanzata dalla stessa associazione, infatti, include al suo interno, e ne è la parte preponderante arrivando a quasi 270 mila euro, le quote non versate da parte di coloro che sono fuoriusciti dal Movimento a qualunque titolo, in alcuni casi proprio perché sanzionati per il mancato versamento di quanto ci si era impegnati a versare, ma non solo i mancati versamenti fino al momento della fuoriuscita, ma addirittura i presunti mancati introiti dal giorno della fuoriuscita ad oggi", aggiunge.

Esiste, quindi, un contenzioso in atto, spiega il leader in pectore del Movimento: "Stiamo procedendo con alcune interlocuzioni in questi mesi - c'è una attività legale dietro - per definire questa contestazione di presunte inadempienze da parte del M5S. Inadempienze che ad avviso dei nostri consulenti legali, non ci sono".

La nuova sede legale

Nel movimento si parla anche di un nuovo quartier generale, del quale si starebbe occupando direttamente Conte. "Stiamo cercando di capire la fattibilità per una sede fisica. Stiamo prendendo in considerazione delle soluzioni perché si possa avere un punto di riferimento qui a Roma". Basta con sale conferenze ed hotel diversi di volta in volta. "È noto a tutti, ad esempio, che la sede del Movimento è presso uno studio legale in Via Nomentana , e anche questa cosa non può essere più sostenibile, specialmente in prospettiva di un forte rilancio e rigenerazione del Movimento".

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