Dietro all'ipotetico, paventato e imminente strappo del generale Roberto Vannacci dalla Lega ci sarebbero strategie. Non belliche, militari. Politiche. Proprio così! A dircelo è qualche voce (gasata) nei corridoi della Camera dei deputati. "È evidente che Vannacci stia tirando la corda per ottenere qualcosa..." ci dice la "vocina anonima". Ma cosa? "Posti strategici all'interno del partito e, ovviamente, alle prossime elezioni. Bisogna prepararsi e c'è il rischio che in molti restino fuori dal Parlamento". A quanto pare il braccio di ferro VannacciSalvini è tutta una questione di opportunità, altro che di valori. Di idee come farebbe credere il paracadutista incursore. Per il segretario della Lega e vicepremier Matteo Salvini "non c'è alcun caso Vannacci", eppure qualche deputato è pronto a tradire. A lasciare il partito che lo ha portato in Parlamento per aderire al nuovo progetto "Futuro Nazionale" pensato dal generale e i suoi uomini. Tutto questo, ovviamente, se non si troverà un accordo.
Ma in cosa consiste? Nel portare dentro alla Lega uomini chiave per Vannacci, garantendo loro uno scranno o posti "importanti" fuori o dentro le istituzioni. Una sorta di taxi per essere catapultati a Roma. Altrimenti "bacioni" come direbbe Salvini. "Futuro Nazionale può raggiungere il 3% o, addirittura, il 5%" ne sono convinti i "vannacciani". Per una parte dei leghisti il generale venuto dal "mondo all'incontrario" è un valore aggiunto. Per altri, invece, una grana. Una piantina da estirpare. Ma di cosa stiamo parlando? Banalmente di opportunità. "Guardi che è stata la Lega a tradire!" È questa la narrativa che i "vannacciani" portano avanti nella speranza di fare proseliti. Il più possibile. Per loro, la Lega, non ha rispettato in Parlamento i suoi stessi valori. Un esempio? Il voto per il sostegno a Kiev. "Non possiamo continuare a foraggiarli, capisce? Abbiamo detto no, perché abbiamo votato a favore del pacchetto d'aiuti? Quelli poi (gli ucraini, ndr) si comprano i cessi d'oro". La narrativa (ovviamente) è la stessa portata avanti dall'ex militare e vicesegretario federale del partito di via Bellerio. Cosa avrebbe dovuto fare la Lega, votare contro e aprire una crisi di governo? Dopo una pausa la voce di chi sarebbe pronto a dire addio al Carroccio dice: "Così, però, perdiamo credibilità e voti agli occhi degli italiani".
E sui social, tra chi incoraggia il generale c'è chi lo critica e, sotto il simbolo pubblicato con enfasi, scrive: "Generale condivido diverse tue idee ed opinioni, ti stimo, ma ogni volta che si lascia un partito conosciuto e votato pensando di farcela da soli nel 99% dei casi è un flop. Consiglio personale rimani dove sei. Con stima". Firmato Luca M.Md