"O la scuola o il lavoro". Sullo stop alle superiori è scontro con la Azzolina

La ministra insiste sulla presenza, il governatore lombardo Fontana: "Troppa folla su bus e metro"

Attilio Fontana rompe gli indugi e tira dritto sull'adozione della didattica a distanza per le superiori a partire da lunedì per limitare la circolazione del virus in Lombardia. Una presa di posizione che il governatore lombardo illustra personalmente ai sindaci della regione e sulla quale entra in aperto conflitto con la ministra Azzolina.

«I dati sono sempre più preoccupanti, il livello di guardia è elevato. So che alcune scuole non accettano la Dad, mi prendo la responsabilità della decisione: bisogna tutelare la salute di ragazzi, genitori e nonni. Noi dobbiamo ridurre la pressione in un orario di due ore del trasporto pubblico locale. Nell'ora di punta c'è un grande affollamento nelle metropolitane e sui bus. Quindi o riduciamo la gente che va al lavoro o riduciamo la gente che va a scuola» spiega Fontana a Sky Tg24. «Io sono sempre stato a favore della scuola in presenza e contrario alla scuola a distanza, ma in una situazione di necessità bisogna fare scelte anche dolorose. Oltretutto il provvedimento è temporaneo, abbiamo 13-14 giorni di tempo durante i quali studiare una modalità di diluizione dell'orario di ingresso degli studenti con l'organizzazione del trasporto pubblico locale per evitare la didattica a distanza. È da giugno che stiamo chiedendo un intervento al governo, sia economico, sia in merito alla diluizione degli orari. È sotto gli occhi di tutti che tali premesse non sono state rispettate e non sono state messe in campo misure per limitare il congestionamento dei mezzi pubblici nelle ore di punta».

La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina cerca di frenare l'iniziativa di Fontana. «In una fase così complessa» scrive in una lettera «desidero invitarla a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte, per trovare soluzioni differenti da quella adottata, nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini e del diritto allo studio dei nostri studenti e delle nostre studentesse». Massimo Galli, direttore Malattie infettive dell'Ospedale Sacco di Milano, si schiera, però, a favore della didattica a distanza: «Le scuole, soprattutto le superiori, contribuiscono all'aumento della concentrazione sui mezzi pubblici». Il mondo della scuola, intanto, è sul piede di guerra, con una moltiplicazione di scioperi delle lezioni e flashmob in tutto il Paese per chiedere scuole aperte e sicure. «Il problema del contagio non sono le scuole, ma come è stata organizzata la riapertura» sostiene Alessandro Persone dell'Unione degli Studenti. «Durante i mesi estivi non si è lavorato abbastanza per potenziare le corse dei trasporti, costruire nuove aule contro le classi pollaio e garantire l'organico necessario».

Il governo cerca di sostenere la linea della Azzolina. Luigi Di Maio la difende pubblicamente: «La scuola è uno dei comparti che sta reagendo meglio». Giuseppe Conte sostiene che «bisogna evitare la chiusura delle scuole». La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ipotizza ingressi a turni «per evitare che sui trasporti salgano tutti insieme». L'opposizione, però, fa notare i troppi ritardi e incongruenze. «Il governo sta affrontando questa seconda ondata come se avesse sperato che non sarebbe mai arrivata» attacca Marco Marin. «La verità è che avrebbe dovuto impegnare i mesi di tregua che il Sars-Cov-2 ci ha dato per farsi trovare pronto. Ha passato mesi a parlare dei banchi a rotelle, ma ha esaminato il problema del trasporto pubblico connesso con l'apertura delle scuole solo in zona Cesarini».

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Commenti

al43

Sab, 24/10/2020 - 10:16

Sicuramente questa è una misura che andava studiata e pianificata durante il periodo estivo. Di chi sia la responsabilità è evidente, ma guardate che c’è una grande responsabilita anche a privare i ragazzi delle loro vita sociale che si esprime anzitutto nella scuola. Accanto a questo ci doveva essere la responsabilizzazione per il rispetto delle persone anziane. A colpi di DCPM e di decreti regionali assistiamo a una partita a tennis nella quale la palla è il cittadino. Attenti.....

Gio56

Sab, 24/10/2020 - 10:40

al43,guardi che i ragazzi "la vita sociale"(se sono in grado di comprendere cosa sia)se la possono fare dopo lo studio,mica perchè fanno didattica a distanza restano in casa tutto il giorno. Penso che non voler la DaD sia solo un modo per coprire le mancanze eterne della scuola,mancanza di pc e sopprattutto di insegnanti capaci di usarli(prof. di informatica di un'itis che scriveva alla tastiera con un dito,visto con i miei occhi)

SandroGug

Sab, 24/10/2020 - 11:03

Fuffavirus, virus politico, titoli dispregiativi su restrizioni... Sono di destra ma per colpa di qualche sempliciotto altri sempliciotti seguono... e la destra non vedrà il successo. Mi domando se i semoliciotti del blog che sparano numeri, che disprezzano la solidarietà verso i contagiati e i morti, che predicano di non rispettare le regole non siano infiltrati di sinistra

Junger

Sab, 24/10/2020 - 11:07

Fontana ha ragione: le scuole sono il maggior responsabile della ripresa del virus (25-30% di incidenza su indice RT ) Il lavoro e gli spostamenti invece incidono per meno del 5% ( dati studio edidemiologico università di Edimburgo ) Solo gente come Conte o la Azzolina potevano pensare di contenere un'epidemia con i banchi a rotelle e con il risibile distanziamento di un metro. Le epidemie non si possono contenere se non con l'immunità di gregge o con vaccini efficaci al 100% come spiegato all'inizio dall' epidemiologico dell' Imperial College (cioè uno dei massimi esperti mondiali della materia).

Indifferente

Sab, 24/10/2020 - 11:24

Siamo di nuovo al "lasciamo morire i vecchi o i giovani?". Qui è "studenti o lavoratori?". Penalizziamo gli studenti! Non votano, pensano ad altro ma sì, segreghiamoli. Pretendere di avere un trasporto pubblico degno di questo nome, no. Troppo difficle. Guardate le foto degli assembramenti sulle banchine della metro o alle fermate degli autobus: quanti studenti delle superiori riuscite a contare? Siete sicuri che sono loro il problema?

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Adespota

Sab, 24/10/2020 - 12:44

Ma qualcuno ha presente la cosiddetta distanza di sicurezza boccale di un metro all'interno di una classe ? Se un virologo della fama di Chicchiricchì entrasse in un aula delle tante impallidirebbe.

Ritratto di mark_mark

mark_mark

Sab, 24/10/2020 - 13:56

si sta denunciando che il vettore del virus sono gli studenti? E cosa c'entrano commercianti e le altre attività che prima funzionavano tranquillamente ed il virus era sotto controllo? Cosa non si è fatto? Paghiamo tutti per le vostre incapacità? Fanno bene i napoletani.

Ritratto di 02121940

02121940

Sab, 24/10/2020 - 16:07

Attilio Fontana è una persona onesta e molto seria che stranamente ha numerosi avversari, non solo in Lombardia.

silvano.donati@...

Sab, 24/10/2020 - 17:07

COME LA FA L UNIVERSITA' ANCHE I LICEI DEBBONIO FARE LA DAD