Oggi Mattarella scioglie le Camere Poi Gentiloni ufficializzerà il voto il 4 marzo

Oggi Mattarella scioglie  le Camere Poi Gentiloni ufficializzerà il voto il 4 marzo

Roma - L'annuncio ufficiale potrebbe arrivare oggi pomeriggio o domani mattina. Ma è l'unico dettaglio ancora incerto in un'agenda già ampiamente determinata per la fine della diciassettesima legislatura.

Stamani, nel consueto scenario dell'auletta dei gruppi di Montecitorio, Paolo Gentiloni traccerà davanti alla stampa parlamentare il bilancio del suo anno di governo, il terzo dopo le elezioni del 2013. Un bilancio con molti punti all'attivo, inclusa la buona popolarità raggiunta dal premier. La legislatura, spiegherà, ha esaurito il suo compito con gli ultimi adempimenti, legge di Bilancio in testa. E dunque, con un lievissimo anticipo «tecnico» sulla scadenza naturale, verrà dichiarata chiusa prima della fine dell'anno.

Poi la parola passerà al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che convocherà al Quirinale i presidenti di Camera e Senato per le formali consultazioni di rito, e annuncerà il decreto di scioglimento del Parlamento, che dovrà essere controfirmato da Gentiloni stesso. Toccherà poi al premier convocare il Consiglio dei ministri che stabilirà la data delle elezioni, ufficiosamente già individuata nel prossimo 4 marzo. Solo dopo questo passaggio Paolo Gentiloni, accompagnato dal ministro dell'Interno Marco Minniti, salirà al Colle per firmare il decreto di indizione delle elezioni, con il quale poi verrà fissata anche la data della seduta inaugurale delle nuove Camere, che - in base all'articolo 61 della Carta - dovrà svolgersi non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni. Secondo questo timing, in pratica, il 24 marzo 2018.

Gentiloni gestirà dunque le elezioni non da premier dimissionario (né tanto meno sfiduciato), ma nei pieni poteri. «Il corretto funzionamento delle istituzioni non ammette vuoti», ricordano al Quirinale, e dunque il presidente del Consiglio resterà in carica fino alla convocazione delle nuove Camere. E sarà dunque in grado di far fronte a quegli «importanti impegni internazionali» che stanno a cuore a Mattarella: dal decreto con cui il governo porterà truppe italiane in Niger ai prossimi importanti vertici della Ue e della Nato.

A marzo un vertice del Consiglio europeo discuterà la proposta Merkel-Macron di modifica della zona Euro, tra febbraio e marzo si discuterà del tema migranti, per non parlare del capitolo Brexit. Serve dunque, ricordano al Colle, «un governo che governi», e il timing istituzionale studiato da Mattarella lo garantirà. Fino alla costituzione di una nuova maggioranza.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica