Coronavirus

La stretta in arrivo

Oggi il nuovo dpcm. Coprifuoco alle 21 e stop spostamenti. Bus e metro al 50%

La stretta in arrivo

È oggi il giorno, il martedì in cui sapremo quale saranno i limiti alle nostre vite nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, almeno fino al prossimo Dpcm. Accontentiamoci di sapere che cosa accadrà da oggi, in base alle anticipazioni sul decreto che entrerà in vigore domani rese ieri dal premier Giuseppe Conte alla Camera e al Senato, che comunque pare attenderà i numeri di domani prima di procedere.

Ma la notte no

Pare scontata una stretta ulteriore sulla circolazione delle persone. Il governo sembra orientato a istituire un coprifuoco (parola che a Palazzo Chigi non amano) anticipato rispetto a oggi: domenica sembrava aver prevalso la linea delle 18, poi grazie al pressing delle regioni ha prevalso una linea più morbida. Pare ci si dovrà chiudere in casa dalle 21. Naturalmente fatti salvi gli spostamenti per lavoro o per urgenze di salute o di altro genere che andranno ovviamente documentate con un'autocertificazione.

Regioni blindate

Nel decreto di oggi dovrebbe essere anche vietato lo spostamento tra le regioni. C'è ancora il dubbio se sarà un provvedimento erga omnes o se saranno sbarrate soltanto i territori con gli indici più preoccupanti. Tra le ipotesi quello di consentire solo gli spostamenti tra regioni con lo stesso livello di attenzione, ciò che però porrebbe un'incognita: e se tra la regione A e la regione B ci sono altre regioni con diverso livello di guardia? Un problema che pare insolubile e che incoraggerebbe la chiusura generalizzata.

Mezzi pubblici a metà

Autobus, tram, pullman e metropolitane sono considerati veri incubatori di contagio a causa dell'affollamento che vi si verifica in particolare negli orari di punta. Attualmente i mezzi di trasporto collettivo viaggiano al massimo all'80 per cento della loro capienza ma si pensa di abbassara a partire da domani l'asticella al 50 per cento. Naturalmente ove consentito le corse saranno intensificate, ma in molte città raggiungere questo obiettivo non sarà facile.

Banchi vuoti

Altro tema caldo quello della scuola. In base a quanto prefigurato dal premier Conte ieri, per le scuole superiori sarà disposta la didattica a distanza al cento per cento, mentre per i gradi inferiori dovrebbe esserci un mix tra lezioni in presenza e dal pc.

Niente shopping domenicale

Sembra scontata anche la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. Resteranno esclusi dal provvedimento servizi essenziali. Ieri il Consiglio nazionale dei centri commerciali (Cncc) ha rilanciato proponendo l'apertura sette su sette dei «mall» ma con chiusura anticipata alle 18

Scommesse a rischio

Da domani dovrebbero essere sospese le attività di gioco come slot machine nei bar e nelle tabaccherie e saranno chiuse anche le sale scommesse.

Musei stop

Lo aveva annunciato il ministro della Cultura Dario Franceschini in tv domenica sera: anche i musei dovranno chiudere, allineandosi a cinema e teatri sbarrati già la scorsa settimana. Una misura a cui Vittorio Sgarbi ha già annunciato la disobbedienza a Sutri, la cittadina del viterbese di cui è sindaco: «Palazzo Doebbing e il Parco regionale dell'Antichissima Città di Sutri - dice Sgarbi - resteranno aperti in ottemperanza alla legge che equipara i musei a servizi essenziali, dichiarata conquista di civiltà dal ministro Franceschini».

Un Paese per vecchi

Sembra tramontata l'idea di un provvedimento ad hoc per gli over 70. L'ha scritto su Twitter la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa: «Il governo non ha MAI preso in considerazione questa ipotesi. Quindi non sarà nel dpcm». Almeno questo.

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