Sull'impero malato di Jeffrey Epstein non tramontava mai il sole. La sua agenda piena dei nomi dei ricchi e potenti di mezzo mondo gli permetteva di attuare i suoi traffici, non solo sessuali, dall'Upper East Side newyorchese ai Caraibi, alla Russia. Dopo la pubblicazione dei nuovi file riservati, è emerso un nuovo capitolo moscovita delle attività del finanziere, morto suicida in carcere nel 2019. Sono 1.056 i file in cui viene menzionato Vladimir Putin e 9.629 quelli che fanno riferimento alla Russia. Secondo un esame dei documenti da parte del Daily Mail, Epstein avrebbe organizzato diversi incontri col leader russo. Un rapporto che non prevedeva solo vedute sulla politica internazionale, ma che secondo fonti di intelligence nascondeva la "più grande operazione di ricatto sessuale del mondo" per conto del Kgb. In una corrispondenza inviata a Epstein l'11 settembre 2011, tre anni dopo la prima condanna per prostituzione minorile a carico del finanziere, un collaboratore non identificato discute di un "appuntamento con Putin" durante un imminente viaggio in Russia. "Ho parlato con Igor. Ha detto che l'ultima volta che eri a Palm Beach, gli hai detto che avevi un appuntamento con Putin il 16 settembre e che poteva prenotare il suo biglietto per la Russia per arrivare qualche giorno prima di te", si legge.
Un altro incontro era in programma nel 2014, organizzato dall'imprenditore giapponese Joi Ito ma venne annullato dopo l'abbattimento da parte delle milizie filo russe del volo della Malaysia Airlines sopra l'Ucraina il 17 luglio 2014, con la morte di 298 persone. In altri messaggi, Epstein faceva leva sulla sua passata amicizia con Donald Trump e sosteneva di poter fornire al Cremlino informazioni preziose in vista del vertice che Putin avrebbe avuto col nuovo presidente Usa a Helsinki il 16 luglio del 2018. Il tramite era l'ex premier norvegese Thorbjorn Jagland, all'epoca segretario generale del Consiglio d'Europa. Epstein chiedeva a Jangland di "suggerire a Putin che Lavrov (il ministro degli Esteri russo) potrebbe ottenere informazioni (su Trump) parlando con me". Jagland rispose che avrebbe incontrato l'assistente di Lavrov e gli avrebbe riferito il messaggio. All'inizio di quel mese, Epstein aveva anche inviato un messaggio a Steve Bannon, ex capo stratega di Trump, per informarlo che Jagland avrebbe incontrato Putin e Lavrov e che poi avrebbe pernottato nella sua villa a Parigi. La corrispondenza con Bannon sembrava essere frequente. Il finanziere discuteva con l'ideologo Maga della "campagna in Europa" di Bannon e dei legami politici con la destra sovranista del Vecchio Continente, compresa la Lega di Matteo Salvini. "La Lega non ha mai chiesto né ricevuto finanziamenti. Siamo di fronte a gravi millanterie", replica una nota del Carroccio".
Nel mondo di Epstein c'era ovviamente spazio per i ricatti, attuati o subiti. Il finanziere ne parlava nel 2015 con Sergei Belyakov, viceministro dello Sviluppo economico russo ed ex funzionario dell'Fsb, il successore del Kgb. Il 24 luglio di quell'anno, Epstein chiese un favore a Belyakov, avvertendolo che "una ragazza russa di Mosca... sta tentando di ricattare un gruppo di potenti uomini d'affari a New York. È un male per gli affari di tutti i soggetti coinvolti". Il legame di Epstein con il mondo dello spionaggio, secondo esperti di intelligence citati dal Mail, sarebbe nato dal rapporto con l'ex magnate dei media britannico di origini ebraiche Robert Maxwell, morto in circostanze mai chiarite nel 1991. Si tratta del padre di Ghislaine Maxwell, la donna poi divenuta fidanzata e complice dei traffici di Epstein, che sta scontando una condanna a 20 anni in Texas. Robert Maxwell sarebbe stato un agente russo fin dagli anni '70, quando lavorava per l'estradizione di ebrei sovietici in Israele, con il coinvolgimento del Mossad israeliano. Anche Epstein avrebbe avuto legami coi servizi di Israele.
Un rapporto dell'Fbi contenuto nei file parla di una fonte secondo la quale "Epstein era vicino all'ex primo ministro israeliano Ehud Barak e si era formato come spia sotto la sua guida". Maxwell, secondo alcune ricostruzioni di intelligence, avrebbe invece riciclato denaro russo in Occidente, possibilmente con l'aiuto di Epstein.