Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera sarà in piazza Duomo con i vertici del suo partito (a partire dallo stesso Salvini) il 18 aprile per la manifestazione organizzata dal gruppo dei patrioti del Parlamento europeo di cui fa parte il Carroccio.
Che significato date a questo evento?
"Il primo grande evento politico dopo il referendum. In un quadro internazionale, poi, molto complicato che vede il nostro governo lavorare alacremente per contenere i danni economici provocati dalla guerra nel golfo".
Si parlerà solo di guerra?
"Si parlerà di tutto. Dalla crisi economica per i costi dell'energia fino ai nostri temi: l'autonomia e la sicurezza. Soprattutto vogliamo dimostrare che c'è un partito vitale che ha intenzione di portare avanti il mandato assegnatogli dagli elettori".
La crisi del golfo, però, detta l'agenda.
"Vogliamo chiedere alla Ue di uscire dal patto di stabilità. È necessario aumentare e diversificare gli approvvigionamenti energetici, riproponendo l'idea di riallacciare i rapporti economici con la Russia e l'utilizzo del nucleare. La Ue prenda atto della gravità del quadro internazionale e dell'urgenza di affrontare il problema energetico. Per noi la soluzione più immediata è sospendere il patto di stabilità sui costi dell'energia. Come è stato fatto, d'altronde, con le spese militari. La gente non capirebbe come mai è possibile interrompere il patto di stabilità per aumentare le spese della Difesa e non farlo ora per tagliare i costi del gas e della benzina. Costi che ricadono direttamente sulla vita dei cittadini".
Non sarà facile convincere tutti i membri dell'Unione.
"Capisco che questo tipo di emergenza è percepita dai membri Ue in maniera differente. L'Italia è la seconda manifattura d'Europa, inoltre i paesi nordeuropei non hanno la nostra densità demografica e la nostra quantità di imprese. Per il nostro Paese l'aumento dei costi dell'energia è un problema strutturale".
Tra le soluzioni avanzate per affrontare questa crisi c'è anche la tassazione degli extraprofitti.
"Se nell'ultima legge di bilancio si sono tassati gli extraprofitti delle banche è stato proprio per un braccio di ferro delle Lega. Allora non tutti erano d'accordo. E si tratta di fondi che poi sono andati a sostenere la sanità. Come siamo stati d'accordo allora siamo d'accordo oggi".
Il caso Piantedosi ha riportato d'attualità l'ipotesi di un rimpasto. Salvini ha anche avanzato un'opzione sul Viminale.
"Le due cose non sono connesse. Salvini ha detto un'altra cosa. Quando si parlava di rimpasto Salvini ha detto che alla Lega non interessano i rimpasti e che questa squadra di governo va bene così, al netto ovviamente della sostituzione della ministra Santanchè.
E sul caso Piantedosi?
"Non c'è nessuno scandalo. È una vicenda privata. Non mi pare che al momento sia emerso qualcosa di rilevante fuori dalla sfera privata. Dunque è un problema che per noi non esiste, tanto che abbiamo espresso al ministro la nostra solidarietà e piena fiducia
Il suo disegno di legge sull'azionariato popolare nelle società sportive arriva in aula al Senato.
"Non capiamo perché le società di Serie A siano contrarie all'introduzione dell'azionariato popolare. Noi intendiamo introdurlo come possibilità non come obbligo. Si tratta di una norma pensata soprattutto per le realtà sportive minori, e non solo nel calcio, proprio per legare meglio le realtà sportive al territorio in cui operano".
Da qui a fine legislatura su cosa punterete?
"La guerra rischia di monopolizzare l'azione di governo.
Basta ricordare che la legge di bilancio del '23 era tutta fatta per contenere i costi dell'energia. Di sicuro dobbiamo chiudere la legislatura con l'approvazione dell'autonomia e delle conseguenti nuove competenze legislative per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto ".