Ora Renzi ricatta gli italiani: "Se vince il No sale lo spread"

Renzi festeggia i mille giorni al governo. Nasconde tutti i suoi flop e agita lo spauracchio dei mercati: "Con il Sì sale il pil". Poi, però, apre: "Se vince il No verificherò la situazione politica"

Ora Renzi ricatta gli italiani: "Se vince il No sale lo spread"

Mille giorni di Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Niente di buono. Lo dicono i numeri. Mille giorni in cui sono aumentate povertà e disoccupazione giovanile, mille giorni di caos in Europa, mille giorni in cui il nostro Paese ha finito per non contare più nulla. Il premier, tutto questo, non lo ammetterà mai. Non lo ammette certo alla conferenza stampa indetta per celebrare il traguardo raggiunto. "Il pil dal febbraio 2014 - dice - è aumentato dell'1,6%". E, in vista del referendum del 4 dicembre, si gioca la carta del terrorismo psicologico. "La fibrillazione dei mercati è naturale - avverte - è ovvio che con il Sì va su il pil, con il No va su lo spread".

Ci sono i numeri di Palazzo Chigi, e i numeri della realtà. "Registriamo 656mila occupati in più, di cui 487mila occupati permanenti". La realtà è molto diversa da quella propinata da Renzi in conferenza stampa. In Italia ci sono quasi un milione di nuovi poveri nel 2015, la pressione fiscale reale è al 49 per cento, 11 milioni di persone hanno rinunciato alle cure mediche, 479.137 immigrati sono approdati sulle coste o hanno attraversato il confine italiano. Ma Renzi parla di "656mila occupati in più, di cui 487mila occupati permanenti". Questo perché la conferenza stampa per fare il ticket dopo mille giorni di governo diventa l'occasione per cercare di farsi uno spot in vista del referendum sulle riforme costituzionali. D'altra parte, il 4 dicembre potrebbe essere un vero spartiacque per Renzi.

Il No continua a stare stabilmente davanti. E a testimoniarlo sono diversi sondaggi. L'ultimo è quello pubblicato oggi dall'Istituto Ipsos per il Corriere della Sera che registra lo schiacciante vantaggio del No (55%) sul Sì (45%). Eppure Renzi è disposto a tirare dritto fino al 4 dicembre. "Abbiamo visto che non sempre i sondaggi ci azzeccano - dice - confido che la maggioranza silenziosa degli italiani scelga sulla base del quesito". Nei giorni scorsi ha già messo in chiaro che, in caso di sconfitta, non accetterà alcun governo tecnico. "Ho 41 anni e non devo aggiungere una riga al mio curriculum - ribadisce oggi - sono onorato di aver governato per mille giorni ma non sono adatto a fare gli inciuci o a galleggiare. Se si vuole cambiare ci sto". Per questo, dovesse vincere il No, sarà costretto a "verificare la situazione politica". Anche se di lasciare Palazzo Chigi non ne ha alcuna intenzione.

Commenti