Il pacchetto anti violenze "Più tutele alle donne"

Il Cdm vara il disegno di legge: fermo immediato, sostengo economico alle vittime e pene più severe.

Il pacchetto anti violenze "Più tutele alle donne"

Via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge contro la violenza sulle donne, le cui norme rinforzano il contrasto a un fenomeno che, come ha ricordato il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha mietuto 109 vittime solo in questo 2021. Un dato per difetto, come ha ricordato il ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini, visto che solo il 15-16 per cento delle vittime denunciano le violenze.
A presentare il pacchetto, in conferenza stampa, proprio la titolare del Viminale e la Gelmini, insieme alle colleghe Marta Cartabia (Giustizia), Elena Bonetti (Pari opportunità e famiglia), Maria Rosaria Carfagna (Sud e Coesione territoriale), Erika Stefani (Disabilità) e Fabiana Dadone (Politiche giovanili). In prima fila anche il premier Mario Draghi.

Tra le novità, l'aumento delle pene per una serie di reati, tra cui violenza privata, violenza grave e danneggiamento, quando siano commessi da nell'ambito della fattispecie della violenza domestica da un soggetto già colpito dall'ammonizione del questore. E oltre al rafforzamento dell'ammonimento del questore, è previsto un uso ampliato del braccialetto elettronico per i violenti, con misure più afflittive in caso di rifiuto e carcere in caso di manomissione. Inoltre, ha ricordato la Cartabia, «di fronte a gravi indizi di reati che facciano sospettare un pericolo per l'incolumità e la vita» delle vittime, ecco la possibilità di applicare il fermo immediato da parte del pm o della polizia giudiziaria, trasformando lo strumento in una «misura precautelare data direttamente in mano al pm». Giro di vite anche sulle misure cautelari coercitive per impedire le tragedie annunciate: per esempio, all'arresto obbligatorio che scatta in caso di violazione del divieto di avvicinamento, viene aggiunta, spiega ancora Cartabia, «una misura cautelare coercitiva che deve seguire, per evitare che dopo l'arresto la persona possa tornare in libertà e commettere quei fatti per cui si voleva fermare». Anche la sospensione condizionale della pena, in caso di condanna per questi reati, sarà subordinata all'obbligo di frequentare un corso di formazione per «cambiare mentalità». Altrimenti, si torna dietro le sbarre. Possibile infine il ricorso anche al giudice civile per ottenere divieto di avvicinamento o di allontanamento dal domicilio, per offrire alle donne vittime di violenza una alternativa al giudice penale.

Viene poi introdotto l'anticipo della provvisionale, un aiuto economico immediato (anticipo di un terzo dell'indennizzo) per le vittime (e per gli orfani di vittime, che possono ricevere aiuto già in fase di indagini preliminari), visto che spesso le donne non denunciano le violenze subite trovandosi in una condizione economica di dipendenza.

Infine il provvedimento battezza la «vigilanza dinamica» a tutela delle persone offese: la attiveranno i prefetti nei casi più gravi, quando c'è pericolo di reiterazione delle violenze. E in caso di scarcerazione del violento imputato o condannato, la vittima dovrà essere immediatamente informata.

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