
Probabilmente non ci faranno un film con Ben Affleck nei panni del generale Caravelli, il direttore dei servizi segreti italiani che ha riportato a casa Cecilia Sala. Eppure, anche se l'operazione è stata meno spettacolare ed eroica di quella americana del 1979 raccontata dal film Argo, è sufficiente per farci sentire un Paese migliore. Con la scarcerazione dell'ingegnere Abedini - la contropartita assicurata al regime degli Ayatollah per riavere la giornalista -, si chiude infatti la seconda metà di quello che è a tutti gli effetti uno scambio di prigionieri. E che restituisce al mondo - e a noi stessi - un'immagine diversa dell'Italia rispetto a quella del Paese di furbi e voltagabbana che da sempre ci perseguita. Da questa vicenda, al contrario, l'Italia emerge come un Paese serio, che ha saputo muoversi con rapidità, efficienza e determinazione per mettere in salvo una cittadina in difficoltà, che non ha esitato a trattare con un alleato potente come gli Stati Uniti per strappare un via libera, e che ora rispetta i patti. Perché sulla scena internazionale la parola data è oro, anche se dall'altra parte c'è un regime teocratico e assassino. Gli ostaggi si salvano, così fan tutti, a partire dagli Stati Uniti che per riportare a casa da Mosca una cestista hanno ridato a Putin il trafficante di armi più ricercato del globo, Viktor Bout. Il nostro Paese ha rimandato in Iran un ingegnere che - a conti fatti - agli italiani non ha torto un capello.
Un prezzo accettabile, se si ragiona con il buonsenso e non con l'ideologia di chi oggi alza il dito e critica l'eccessiva rapidità della soluzione, come se qualcuno davvero pensasse che sarebbe stato più onorevole lasciare Cecilia per mesi nel carcere di Evin. Come se qualcuno davvero avesse nostalgia di un'Italia inconcludente appesa a commi e trattative.
...poi se volete come al solito incensare la vostra paladina, ah beh ok.
Sempre più governo democristiano di sinistra
E mentre le persone che hanno a cuore il paese, sono felici per la liberazione di Cecilia e per la ritrovata credibilità internazionale dell'Italia, grazie a Girogia Meloni, c'è chi continua a rosicare. Segno che in un "rosso" prevale, sempre e in ogni caso, la pretestualità
Meloni viene elogiata, quasi con regolare cadenza, dai più prestigiosi (quindi credibili) testate internazionali. Da capi di stato e di governo (ved. il cordiale saluto e la stima che, salutandola, gli ha manifestato oggi Biden). Mi può citare, nella storia del dopo guerra, un presidente del consiglio, a parte il compianto De Gasperi, che abbia ricevuto tante manifestazioni di cordiale e sentita stima?
Poi abbiamo dovuto patteggiare con l'IRAN rilasciando il detenuto con l'avallo sempre degli USA.
Se non è pochezza politica questa non so cosa lo sia....
Comunque solito articolo teso solo a presentare una banalità come se fosse un merito eccezionale, rimaniamo in attesa dei complimenti perchè i membri del governo si lavano le mani dopo esser stati in bagno, il governo più pulito di sempre !!
Cecilia Sala è stata liberata, i sinistri ne sono felici (almeno io, ma credo quasi tutti), ma da qui a spacciare il cedere ad un ricatto per un successo diplomatico, ce ne corre. Fossi stato al governo ,avrei fatto la stessa cosa, ma non mi aspetterei certo valanghe di adulatori prostrati ai miei piedi per un atto che avrà risvolti negativi per altri italiani che in futuro si troveranno vittime di atti simili o pure peggiori
Capisco le ragioni del governo, ma sicuramente questo evento rafforzerà nei regimi e presso i vari movimenti terroristici la convinzione che rapire o incarcere ingiustamente innocenti sia un atto produttivo. Non condanno il governo, ma sono convinto che molti lettori e commentatori del Giornale avrebbero scritto cose diverse, se la decisione fosse stata presa da un governo di CSX.
Non lo si faccia però passare per ciò che non è: cioè una decisione sovrana della nostra magistratura
Si dica con dovuta onestà,!che è stato necessario chiedere l’autorizzazione agli USA..
Per rispetto degli italiani.