Paga buona e posto fisso Cercasi volontari ribelli contro il neo-presidente

Sito on line offre dai 15 ai 22 dollari l'ora per contestare. Offrono le lobby «democratiche»

«AAA: attivisti anti-Trump cercansi. Anche part-time. Paga compresa fra i 15 e i 22 dollari l'ora. Assicurazione sanitaria, ferie e dentista pagati». Questo, in soldoni, il senso di uno strillo commerciale, di una rèclame comparsa da qualche giorno a questa parte sui media americani. Direte: c'è dietro la Cuba più comunista, più retriva, quella che non si riconosce nella recente apertura dei Castro brothers al Diavolo imperialista, quello delle multinazionali. O loro, o il dittatore ipercomunista nordcoreano, quello che se non spara un missile a pranzo e uno a cena non è contento. E invece no. Dietro ci sono gli americani. O meglio: un bel mazzo di americani che si sentono così democratici, ma così democratici, da non sopportare quel tanghero che le elezioni le ha vinte, ehm, democraticamente, senza la più pallida ombra di brogli ed imbrogli. Ed è questo, per paradosso, che risulta insopportabile. L'annuncio è stato pubblicato dalle anime belle di «Washington Can!» acronimo per Washington Community Action Network - associazione vicina alla sinistra «radical» con base a Seattle, Alaska. Un club forte (si fa per dire) di 40 mila iscritti affiliato a USAction, federazione composta da oltre 500 organizzazioni e gruppi di conio progressista fondata 17 anni fa e presieduta ora dall'afroamericano William Mc Nary. Mission di «Washington CAN!» (anche in America si dice «mission», purtroppo) è quella di «raggiungere l'uguaglianza economica, sociale e razziale al fine di stabilire una società democratica caratterizzata da giustizia ed equità, nel rispetto delle diversità e di una qualità di vita decente per tutti coloro che risiedono nello Stato di Washington». Un vero e proprio manifesto del tartufismo di sinistra. All'inizio si cercavano dei veri e propri agit prop disposti a «scaldare» la piazza. Ora, a disastro avvenuto, ovvero a Trump eletto, l'inserzione ha subìto un piccolo lifting, il profilo richiesto essendo quello di soggetti disposti a «fermare l'agenda politica» del neo presidente. «Assumiamo attivisti a tempo pieno recita l'annuncio -. Washington Can! è la più radicata associazione politica no-profit del nostro Stato. Da oltre 35 anni ci battiamo a livello locale e nazionale su tematiche quali le questioni razziali, il sociale, la sanità, i diritti degli immigrati, l'equità fiscale. Siamo alla ricerca di persone motivate. Offriamo dei posti fissi part time o a tempo pieno - e abbiamo diversi inquadramenti professionali. Offriamo assistenza medica, ferie pagate, giorni di malattia retribuiti, aspettativa, viaggi. La paga media varia tra i 15 e i 20 dollari l'ora». Insomma: un affare coi fiocchi per studenti fuori corso, disoccupati, sbalestrati, immigrati irregolari, sfaccendati e avventurieri d'ogni colore. E i denari? Da dove vengono i denari per pagare i futuri attivisti di mestiere? I soldi non sono un problema. Come si è visto durante tutta la campagna elettorale, e come abbiamo raccontato nei giorni scorsi su queste pagine, tra i fiancheggiatori della Clinton c'è anche la potente confraternita della Silicon Valley, da Google ad Apple. Ma dietro la lobby «USAction», come era già emerso alla fine dell'estate, c'è soprattutto il grande speculatore finanziario George Soros, nemico giurato di Donald Trump e grande sponsor di Hillary Clinton. La grande finanza internazionale e la filiera progressista quella che a parole si batte per gli umili e gli oppressi- a braccetto. Un connubio davvero singolare, non è vero?

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