Il Papa: "Mai pensato alle dimissioni"

Francesco a tutto campo dopo l'operazione. "Spero che Becciu sia innocente"

Il Papa: "Mai pensato alle dimissioni"

L'erba cattiva non muore mai. «Questo vale anche per il Papa». Scherza Francesco sulle sue condizioni di salute a due mesi dall'operazione al colon per una stenosi diverticolare sintomatica. E assicura che sta bene. Certo, «il cervello deve registrare che l'intestino è 33 centimetri più corto. Ma conduco una vita totalmente normale». Intervista fiume di Jorge Mario Bergoglio alla radio cattolica spagnola Cope: dal tema della corruzione e del caso Becciu alla riforma della Curia, dall'eutanasia in Spagna alla Catalogna, dalla crisi migratoria all'Afghanistan. Fino al Papa più intimo. C'è tutto questo nella lunga conversazione che il Pontefice rilascia al giornalista Carlos Herrera. Un'occasione anche per fugare ogni dubbio e rispedire al mittente le voci su possibili dimissioni. «Non mi è nemmeno passato per la mente», chiosa il Papa. «Certe voci mi arrivano in ritardo, non ne avevo nemmeno idea. Mi hanno detto persino che la settimana scorsa andavano di moda» ma «io non entro in questo gioco». «Non so da dove hanno preso la settimana scorsa che stavo per presentare le mie dimissioni! E dicono che ha fatto scalpore, quando non mi è nemmeno passato per la testa».

Bergoglio parla del processo al cardinale Angelo Becciu. «Spero con tutto il cuore che sia innocente. È stato un mio collaboratore e mi ha aiutato molto. È una persona di cui ho una certa stima, quindi il mio augurio è che ne esca bene. Ma è una forma affettiva della presunzione d'innocenza, diciamo. Ora spetta ai tribunali decidere».

Sulla corruzione in Vaticano, «è una vecchia storia», da Marcinkus, a Danzi e Szoka. «È una malattia recidivante - afferma -. Credo che oggi siano stati fatti progressi nel consolidamento della giustizia nello Stato del Vaticano». Il Papa si è detto molto preoccupato anche per la questione afghana. «Bisogna porre fine alla politica irresponsabile di intervenire dall'esterno e costruire la democrazia in altri Paesi, ignorando le tradizioni dei popoli», afferma Bergoglio lodando e citando la premier tedesca Angela Merkel. In realtà la frase è del presidente russo Vladimir Putin.

C'è spazio anche per parlare di politica estera e diplomazia. Come la mano tesa alla Cina. «Sono convinto che non si deve rinunciare al dialogo anche se sai che ti possono ingannare. Ora sappiamo che con la Cina si può dialogare». Infine, sulla recente legge sull'eutanasia in Spagna, dice: «La chiesa chiede di aiutare a morire con dignità rispettando la vita». «Viviamo una cultura dello scarto. Ciò che è inutile viene scartato. I vecchi sono materiale usa e getta, i bambini non voluti spediti al mittente prima di nascere. Sull'aborto, rispetto: è sempre una vita umana, è giusto uccidere una vita innocente ... è giusto noleggiare un sicario?».

Infine, in un passaggio più intimo, confida di non essere mai scappato dal Vaticano. «Quello che lo ha fatto per sciare è stato san Giovanni Paolo II».

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