Il "partito dei cattolici" attacca Ruini per il dialogo con Salvini

Il "partito dei cattolici" è ancora una realtà ipotetica, ma le sue costole già tuonano contro Matteo Salvini e le aperture al dialogo del cardinal Ruini

Il "partito dei cattolici" attacca Ruini per il dialogo con Salvini

La storia del "partito dei cattolici" ha uno svolgimento lento, ma la sensazione è che il processo di creazione stia andando verso una direzione concreta. E ora, come ennesima prova, c'è la mossa di chi ha voluto attaccare il cardinal Camillo Ruini, dopo la presa di posizione del porporato italiano sulla necessità che la Chiesa costruisca un dialogo con Matteo Salvini.

Sarà per il manifesto del professor Stefano Zamagni, un economista che peraltro presiede una Pontificia Accademia in Vaticano. Sarà per le dichiarazioni rilasciate ieri dal cardinal Gualtiero Bassetti, quelle secondo cui - come riportato dall'Adnkronos - "serve dare forma e sostanza alle parole: non ci si può fermare solamente all'annuncio". Sarà inoltre perché è da tempo noto come certi ambienti episcopali spingano per le creazione di un contenitore cristiano-democratico. Sarà, infine, per la fuoriuscita di un nome, che sembra proprio adatto ad un'operazione di questo tipo: "Politica Insieme".

Sarà per questi e per altri elementi, ma sembra di assistere alle tappe di un percorso sì rilassato, ma che può comunque portare alla nascita di una costola del Partito Democratico o di qualcosa che intenda collocarsi al centro dello scacchiere partitico. E nel cammino intrapreso il professor Zamagni, già vicino all'ex premier Romano Prodi, ha incontrato più di qualche probabile compagno di viaggio.

Come avevamo già approfondito all'inizio di questo mese, sono almeno quattro le realtà che possono dar vita a questo soggetto. Tra tutte, spicca "Rete Bianca", che è coordinata dal giovane Dante Monda, figlio del direttore dell'Osservatore Romano. Uno degli esponenti di Politica Insieme, ossia Giancarlo Infante, ha avuto modo di approfondire la premesse idealistiche di questa formazione, parlandone con l'agenzia sopracitata.E sembra palesarsi una conventio ad excludendum: Infante ha attaccato Matteo Salvini a testa bassa, distanziandosi da Ruini e dalle considerazioni dell'ex vertice della Cei. "A differenza di Ruini, usciamo dall'astrattezza e valutiamo Salvini per ciò che ha concluso: cioè zero", ha esordito.

Sono valutazioni in linea con quelle espresse da mons. Nunzio Galantino, che poco dopo il ritorno in campo del cardinal Camillo Ruini aveva tuonato contro il ripristino dei "collateralismi". Non può esistere un' uniformità precostituita, quindi, tra ambienti ecclesiastici e leghisti.

Cattolici che non la pensano come uno dei principali esponenti della Chiesa durante il pontificato di Benedetto XVI. Questa può essere una delle sintesi.

Ma Infante non è l'unico ad essersi distinto per la lontananza dall'alto ecclesiastico: pure il presidente della Fondazione per la sussidiarietà, cioè Giorgio Vittadini, ha rimarcato a Repubblica come la strada individuata da Ruini, stando al suo parere, costituirebbe un "passo indietro": "Come cristiano - ha specificato - penso che occorra dialogare con tutti, ma per farlo bisogna chiedersi che cosa si desidera veramente, quale esperienza di fede si stia facendo, quale contributo al bene comune si stia dando".

Il partito dei cattolici deve ancora nascere, ma esiste già un'evidenza di quale spazio voglia presidiare: quello abitato dal centrosinistra.

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