"Il Pd ha un atteggiamento da vecchi fascisti. Un partito che si dice democratico vuole impedire che in piazza Duomo a Milano ci siano altri italiani che non la pensano come la sinistra, che vogliono aiutare famiglie e imprese. La presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi ha chiesto al prefetto di vietare la nostra manifestazione. Ma chi è, il Duce?". Il leader della Lega Matteo Salvini è arrivato ieri al gazebo a due passi dal Duomo dove si terrà sabato prossimo alle 15 l'evento "Senza paura, in Europa padroni a casa nostra" promosso con la rete dei Patrioti europei ed è tornato a ribattere alle polemiche scatenate dal Pd sulla kermesse. Ricapitolando: la presidente dem Buscemi ha depositato un ordine del giorno che chiede a prefetto e questore di valutare se ci sono gli estremi per impedire la manifestazione e di censurare un evento che ha definito "razzista e xenofobo". Il sindaco Beppe Sala ha fatto sapere di aver "già sottoposto la questione in prefettura" e "non si può evitare, per me rimane politicamente inappropriato". Buscemi ha dovuto eliminare la prima parte del testo, ma non ha ritirato il testo e oggi chiederà all'aula "un voto politico sul Remigration summit". Non basta che Salvini abbia già chiarito che il termine remigrazione "non mi spaventa, ma non compare in nessun volantino e nessun manifesto. In piazza parleremo di sicurezza, di pace, di identità e di contrasto al fanatismo islamico". E ieri ha ribadito che la Lega non ha "mai presentato un ordine del giorno per impedire un comizio di Elly Schlein, di Giuseppe Conte, di Matteo Renzi o di chiunque altro. Mi sembra un atteggiamento volgarmente violento. Noi invece saremo in piazza tranquilli, sorridenti e determinati. Ci saranno gli agricoltori e la gente che lavora. E magari il prossimo candidato sindaco di Milano". Avviso di sfratto al Pd. La sinistra italiana, incalza la vicesegretaria nazionale della Lega Silvia Sardone, "non si rende conto che altrove dove governa mette in atto politiche molto rigorose sull'immigrazione: penso alla riforma delle espulsioni e alla lotta all'islamizzazione nella socialdemocratica Danimarca, alle politiche restrittive contro l'immigrazione irregolare nella Gran Bretagna laburista o alle politiche molto stringenti su richiedenti asilo e ricongiungimenti in Germania dove sono nella grande coalizione". Sul palco in piazza Duomo ci saranno tra gli altri il presidente della Repubblica ceca, il leader francese del Rassemblement National Jordan Bardella.
Anche i capigruppo leghisti di Camera e Senato Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo ricordano (al centrosinistra) che "l'articolo 21 della Costituzione garantisce libertà di pensiero e parola" ed "è sconcertante che anche il sindaco Sala sia stato tentato dal bloccare la piazza". Il vicesegretario Claudio Durigon chiama in causa "Schlein e Conte, che ambiscono a guidare il Paese: cosa dicono?". Preoccupa, aggiunge il deputato leghista Andrea Crippa, "la violenza scatenata dalla sinistra in vista del 18 aprile, anche perché alcuni esaltati potrebbero passare dalle parole ai fatti". Per ora si parla di violenza verbale, ma c'è la massima allerta intorno all'evento visto che i centri sociali hanno già organizzato un doppio corteo e minacciano: "Accerchieremo piazza Duomo". Slogan della contromanifestazione: "Milano è migrante". Il deputato leghista Igor Iezzi avverte: "I tentativi della sinistra di bloccare la manifestazione sono sconcertanti e avvelenano il clima politico.
Non vorremmo ci fossero reazioni violente come quelle viste in altre occasioni, anche all'estero, e ricordo con preoccupazione le accuse che le autorità ungheresi hanno mosso a Ilaria Salis e ad altri estremisti di sinistra. Sto valutando di andare in procura per denunciare gli esponenti di sinistra che hanno invocato il bavaglio per istigazione a delinquere".