Donald Trump lancia un durissimo attacco a Papa Leone, segnando una rottura senza precedenti tra la Casa Bianca e il Vaticano. "È debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera", tuona il presidente degli Stati Uniti sparando a zero contro il primo Pontefice americano. In un lungo post su Truth, mentre era ancora sull'Air Force One di ritorno dalla Florida, il tycoon dice che Leone "parla della paura nei confronti dell'amministrazione Usa, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose".
"Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto. Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare. Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che abbiamo attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Usa e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando da noi assassini, spacciatori e criminali violenti - incalza Trump -. E non voglio un Papa che critichi il presidente poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia". Il comandante in capo non ritiene che Leone XIV stia "facendo un buon lavoro", lo definisce "una persona molto progressista", e suggerisce che dovrebbe "smettere di assecondare la sinistra radicale". Poi rivendica pure il merito dell'elezione di Robert Francis Prevost: "Dovrebbe essermi grato perché la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto esclusivamente perché americano. Si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano". "Non mi scuso con lui - ha aggiunto poi nel pomeriggio rispondendo a una domanda dei giornalisti della Casa Bianca -, ha detto cose sbagliate ed è contrario a quello che sto facendo in Iran. La foto come Gesù? No, ero ritratto come un medico".
L'arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, si definisce sconfortato dall'attacco di The Donald. "Parole denigratorie sul Santo Padre. Leone non è il suo rivale, né è un politico - afferma -. È il Vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime". Intanto Trump, meno di un'ora dopo aver attaccato il Papa, ha pubblicato su Truth un'immagine generata dall'IA che lo raffigura nei panni di Gesù intento a guarire i malati. Nella foto appare in tunica bianca e rossa, ha la mano destra sulla fronte di un malato mentre una luce divina emana da quella sinistra, circondato da una dottoressa, un militare e altre figure adoranti, con elementi come la bandiera Usa, un'aquila e la Statua della Libertà sullo sfondo. Il post che lo immortala come un messia sta scatenando un'ondata di critiche, anche da parte di alcuni esponenti di spicco del fronte conservatore, ed è in seguito scomparso dall'account.
"Questo è troppo. Si è oltrepassato il limite - sottolinea David Brody, giornalista evangelico del Christian Broadcasting Network -. Un sostenitore può appoggiare la missione e, al contempo, rifiutare questo genere di cose".