Il colpo di... grazia sulle balle del Fatto quotidiano su Nicole Minetti e il Quirinale arriva a metà pomeriggio, inaspettato (ma non troppo) come la pioggerellina che bagna Milano. "Sulla grazia non cambiamo idea, è tutto in regola", fa sapere una fonte vicino al Pg Francesca Nanni, poi il suo ufficio verga la precisazione: "Sentire la massaggiatrice che parla di festini nel ranch Gin Tonic? Non è necessario perché le verifiche dell'Interpol negli accertamenti disposti in seguito ai dubbi sorti attorno alla concessione della grazia non hanno dato riscontro al racconto della donna su presunti festini nella residenza di Punta de l'Este".
Gioco, partita, incontro. Si conclude ufficiosamente - in realtà bisognerà aspettare la prima settimana di giugno, quando andrà in pensione il sostituto Pg Gaetano Brusa che ha seguito tutto l'iter - il finto scandalo sul provvedimento di clemenza concesso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'ex consigliera regionale di Forza Italia, che mentre aspettava di capire quale destino le avrebbe riservato il tribunale di Sorveglianza per la pena di 3 anni e 11 mesi cumulata nei processi Ruby e Rimborsopoli - meditava di adottare assieme al compagno Giuseppe Cipriani un bambino uruguaiano abbandonato alla nascita per una patologia che richiede cure costose. Come ha ricordato Ermes Antonucci sul Foglio, la Minetti avrebbe già finito da tempo di espiare la sua pena: sarebbe bastato accogliere l'istanza di affidamento ai servizi sociali avanzata nell'aprile 2022 anziché fissare l'udienza al 3 dicembre 2025.
L'adozione, contrariamente a quanto sostenuto dal giornalista del Fatto Thomas Mackinson, avvistato in Uruguay a caccia di ex dipendenti di Cipriani da blandire, era perfettamente regolare: autorizzata dall'Inau, l'Istituto per l'infanzia che aveva il cura il minore, dalla legge uruguagia e dal tribunale di Venezia che l'ha trascritta. Grazie al periodo di affidamento pre adozione, il minore - che da un mesetto non frequenta la scuola milanese nella quale è iscritto - è stato curato a Boston dopo una serie di consulti medici a New York e Cleveland e due consulti specialistici in Italia, sta meglio e può guardare con fiducia al suo destino, radicalmente cambiato grazie alla generosità dell'erede dell'Harry's Bar e della donna.
Quanto ai presunti festini hard che si sarebbero svolti nella villa di Punta de l'Este, rivelati dalla ex masseuse Graciela de Los Santos detta Grace, c'è poco da dire. Non solo non ci sono riscontri, anzi sul profilo dell'ex dipendente di Cipriani pendono diverse perplessità legate a una serie di bugie (a partire dall'età anagrafica) che la donna avrebbe detto al Fatto e che certamente non ripeterebbe all'Interpol senza rischiare una denuncia. Tanto che l'altra sera ai giornalisti locali di Sin piedad Eduardo Preve e Diego Gonzalez si è rimangiata le accuse sulle donne minorenni ai presunti festini hard: "Sulla Minetti distorte le mie parole, mai avuto alcun rapporto con lei".
Ci sono anche documenti, dati alla Pg dal pool di legali composto da Emanuele Fisicaro, Antonella Calcaterra e Paolo Siniscalchi, che ne dimostrerebbero la totale inaffidabilità, visti anche una serie di precedenti. La sua storia è simile a quella di altre persone mosse dall'odio nei confronti della coppia, a cui già in passato la Procura di Milano ha deciso di non credere.
Si conclude così il supplemento di verifica invocato dal Colle dopo i pezzi del quotidiano di Marco Travaglio che avevano suscitato un polverone che aveva sporcato il capo dello Stato.
A pagare il prezzo più alto non è stata la Minetti né il compagno, pronti a rifarsi con le querele già minacciate al Fatto, ma il loro piccolo bambino. Vittima di una indebita violazione della privacy che lo ha costretto a saltare la scuola per evitare di finire vittima di episodi di bullismo. Sarà contento Travaglio...