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Trincea Groenlandia. Europa a muso duro: ecco contro tariffe per 93 miliardi totali

Gli 8 Paesi: l'esercitazione non minaccia I tedeschi rientrati. I danesi per il dialogo

Trincea Groenlandia. Europa a muso duro: ecco contro tariffe per 93 miliardi totali
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D opo le accuse lanciate sabato da Trump a quei Paesi europei che hanno optato per l'invio di una manciata di militari in Groenlandia, gli 8 Stati-miccia dell'operazione hanno risposto così: l'esercitazione chiesta dai danesi per l'isola, Arctic Endurance, "non rappresenta una minaccia per nessuno". Toni smorzati da un lato, con la Copenaghen che conferma di voler dialogare con gli Stati Uniti per evitare attriti tra alleati. Accentuati dall'altro: "Nessuna intimidazione potrà influenzarci", ha scritto il presidente francese Macron su X spingendo sull'acceleratore dello strumento anti-coercizione Ue (ma serve la maggioranza qualificata) per tamponare l'alleato Usa che minaccia dazi. C'è pure chi ha già fatto marcia indietro dal campo artico: come Berlino, secondo cui non sarebbe stato un ritiro "improvviso né segreto" quello delle forze armate tedesche dalla Groenlandia, come scritto dal tabloid Bild. La presenza di specialisti in mimetica, secondo la Germania, era prevista dal 15 al 17 gennaio e avrebbe dovuto essere prolungata per un tour esplorativo, poi annullato a causa del meteo.

Il detonatore della nuova crisi di nervi Usa-Ue è stato innescato ancora una volta da Washington. Il presidente americano prima ha criticato gli 8 per essersi recati con proprie truppe in Groenlandia "per scopi sconosciuti, mettendo in gioco un livello di rischio insostenibile". Poi il tycoon ha annunciato dazi supplementari nei loro confronti al 10% dal 1° febbraio; al 25% dal 1° giugno. "Le minacce tariffarie minano le relazioni transatlantiche e rischiano di innescare una pericolosa spirale", la risposta congiunta degli governi di Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito, "impegnati a difendere la sovranità" e "uniti" nella risposta alla Casa Bianca. Mosca canta vittoria per le divisioni. E se Macron chiede di mostrare i muscoli sulle nuove tariffe, Berlino assicura "non ci faremo ricattare", la Norvegia per ora esclude contro-dazi; l'Irlanda invita al dialogo e l'Italia prova a mediare. Ieri l'amministrazione Usa ha rincarato la dose con il segretario al Tesoro Bessent, secondo cui "gli Stati Uniti proiettano forza, gli europei debolezza", ribadendo che con la Groenlandia parte dell'America "non ci sarà conflitto".

Insomma, la battaglia per l'Artico per Washington "è reale anche se non sarà quest'anno". E gli europei non devono agire senza coordinarsi con la Casa Bianca. A poco è servito che il segretario generale della Nato Rutte ieri abbia parlato con Trump della "sicurezza nell'Artico". Su X, Rutte ha spiegato che continuerà "a lavorare" sulla Groenlandia per ricompattare il fronte. Imminente l'incontro col tycoon al forum di Davos. "Non vedo l'ora", la linea Rutte, distinta da Parigi. In un tesissimo pre-Davos, ieri è stata l'ora della riflessione a 27 sull'idea di mini-contingenti artici nata da una partnership senza il "cappello" dell'Alleanza atlantica. Nel foro Coreper degli ambasciatori dei Paesi Ue si starebbe valutando di colpire gli Stati Uniti con dazi per 93 miliardi di euro o limitare l'accesso delle aziende Usa al mercato europeo in risposta alla minaccia di Trump agli alleati della Nato, secondo la ricostruzione del Financial Times.

Noto con l'acronimo Aci, il "bazooka" Ue fu approvato nel 2023 per scoraggiare i tentativi da parte di potenze esterne di imporre scosse ai governi continentali. All'epoca pensato contro minacce cinesi, non è mai stato utilizzato. Di certo per giovedì è stato fissato un Consiglio europeo straordinario. Va messa a punto la controffensiva comunitaria.

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