"Era importante esserci perché vogliamo incidere nella pace a Gaza, che significa stabilità in Medio Oriente per noi strategica. E saremo protagonisti nella ricostruzione" spiega a Il Giornale da Washington il ministro egli Esteri Antonio Tajani. L'Italia è paese osservatore del Board of Peace riunito ieri dal presidente Trump. "Ho avuto una buona impressione e le proposte sono state concrete per arrivare ad una pace duratura - spiega il vicepremier - C'erano i paesi arabi del Golfo che contano e la maggioranza degli stati europei oltre alla Commissaria Ue per il Mediterraneo".
Sulle accuse dell'opposizione parla di "politica strumentale. Non andava bene prima, ma neppure adesso, che siamo direttamente coinvolti nel futuro di Gaza. Rispondo che l'Italia è pronta a fare la sua parte cominciando dai carabinieri che addestreranno la nuova polizia della Striscia".
Una fonte militare de Il Giornale spiega che "i piani sono pronti con più opzioni possibili per il nostro contributo alla pacificazione della Striscia. Il punto di forza italiano è che siamo ben accetti sia da israeliani che palestinesi". Emblematica la foto di mercoledì, della visita del presidente Isaac Herzog, al centro di coordinamento di Kiryat Gat, per il piano di pace a Gaza. Accanto al capo dello Stato ebraico ci sono alti ufficiali israeliani, americani e un solo europeo, un italiano in mimetica del Cimic, l'unità di Cooperazione civile e militare. L'Italia si è ritagliata un ruolo di addestramento dei 12mila agenti della nuova polizia palestinese nella Striscia, il probabile intervento di forze del genio dell'esercito per bonificare Gaza e aiutare la rimozione della montagna di macerie.
Dal 10 ottobre abbiamo riattivato la componete di carabinieri nella missione Eubam al valico di Rafah, canale giugulare per la Striscia. Il personale internazionale dipende dalla Gendarmeria europea, che ha il comando nella caserma Chinotto a Vicenza. Alla riunione del Board of Peace di ieri a Washington, il direttore generale, Nickolay Mladenov, ha annunciato che gli agenti saranno 12mila ed è già partito il reclutamento con i primi 2mila palestinesi. La Difesa prevede a pieno ritmo più di 250 uomini non solo carabinieri, ma anche personale dell'esercito come i paracadutisti in un centro di addestramento in Giordania. Tajani ha incontrato Mladenov a Washington: "Gli ho illustrato l'impegno italiano in materia di ricostruzione della Striscia, di rafforzamento delle capacità istituzionali palestinesi e in generale della sicurezza alimentare, sanitaria ed educativa". L'ambasciatore Bruno Archi, inviato speciale per la ricostruzione della Striscia si è recato in Arabia Saudita e negli Emirati arabi il 16 e 17 febbraio. "A Riad - si legge sul sito del Farnesina - ha discusso con le autorità saudite il tema della formazione delle future forze dell'ordine palestinesi che saranno dispiegate a Gaza, citando il progetto pilota (della Difesa nda) che verrà avviato dai Carabinieri in Giordania, finalizzato all'addestramento di 50 poliziotti palestinesi". Non si esclude che sarà impiegata la Protezione civile con l'esperienza di unità abitative temporanee post terremoti. Il ministro dell'università, Anna Maria Bernini, vorrebbe ricostruire un ateneo a Gaza, ma interverremo anche sugli ospedali, pure con strutture da campo, se necessario, e con impianti potabilizzatori per l'acqua.
Al Board of Peace tutti gli interventi hanno legato il successo dell'iniziatica al disarmo di Hamas. "Da Beirut a Sarajevo al Kosovo abbiamo avuto successo perchè l'intervento era frutto di un accordo fra le parti - sottolinea la fonte militare - La chiave di volta anche a Gaza".