Porcate a gogò

Dopo De Luca, la Liguria: sospetti su un mega appalto per salvare l'Unità

Porcate a gogò

Sentite questa. Liguria, governo uscente di sinistra che domenica va alle urne. A La Spezia dovevano costruire un nuovo ospedale, un affare da 175 milioni. Otto le imprese in gara. Improvvisamente sette spariscono e ne resta solo una, quella di Massimo Pessina, discusso costruttore di sinistra. Il 21 aprile la Regione rossa firma: ci metterà 56 milioni, 119 arrivano dal governo Renzi, ministero della Salute. Passa un giorno e Massimo Pessina, dopo aver festeggiato, firma a sua volta un altro affare (per modo di dire): l'acquisizione della maggioranza della proprietà del quotidiano L'Unità (momentaneamente chiuso), togliendo così dai guai il Pd e salvando la faccia a Renzi, assediato dai giornalisti disoccupati.

Coincidenze? Per molto, ma molto, ma molto meno le procure di mezza Italia hanno decapitato partiti e ammanettato giunte locali. Siamo garantisti, ma non fessi. La sola ipotesi che soldi pubblici siano stati usati come merce di scambio per salvare il quotidiano di partito dovrebbe fare sobbalzare sulla sedia il commissario all'anticorruzione Raffaele Cantone, lo sceriffo messo da Renzi a vigilare sulla moralità pubblica e privata. E invece niente. Il commissario dormiva e dorme. Se c'è l'avallo di Renzi, se l'appalto è in una regione di sinistra, l'affare non può che essere pulito per definizione. Al massimo, come vogliono fare in Campania per il candidato ineleggibile De Luca, si cambia la legge (in questo caso la Severino) e tutto torna magicamente a posto.

In merito ci aspettiamo a ore una dichiarazione della ministra Boschi sul fatto che per rilanciare l'economia si sta pensando di equiparare in modo retroattivo gli ospedali ai giornali e che il governo è favorevole alle concentrazioni. Potrei, e vorrei, sbagliarmi, ma qui siamo di fronte a una vera, ennesima porcata dell'era renziana. Seconda solo a quella fatta a Silvio Berlusconi con il processo Ruby. Vi invito a leggere all'interno le motivazioni, depositate ieri, della sentenza di assoluzione del Cavaliere: Berlusconi non sapeva dell'età di Ruby, è credibile che pensasse si trattasse di una parente di Mubarak, non ha concusso nessuno. Insomma, quel processo non andava neppure iniziato. Una sconfessione totale del lavoro della Boccassini. Lavoro (si fa per dire) che ha cambiato la storia politica del Paese. Ma dopo aver visto Renzi all'opera in Campania e in Liguria (oltre che a Roma) torno ottimista. Questo non dura, non può durare.

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