Povera Milano ora è capitale degli immorali

Dopo la Milano da bere, la Milano da stuprare. Quanta nostalgia, a quarant'anni di distanza, per una città dove l'illusione di sentirsi qualcuno era affidata al rito fatuo dell'apparenza, alla rucola e alla chiacchiera da foyer.

Povera Milano ora è capitale degli immorali

Dopo la Milano da bere, la Milano da stuprare. Quanta nostalgia, a quarant'anni di distanza, per una città dove l'illusione di sentirsi qualcuno era affidata al rito fatuo dell'apparenza, alla rucola e alla chiacchiera da foyer. Spazzata via - insieme alla classe politica che ne era l'espressione - la generazione spensierata di rampanti che ne era l'ossatura e la linfa vitale, nella ex capitale morale fiorisce una generazione di ricchi senza volto nè radici nè rappresentanza, miracolati da una economia impalpabile che non richiede conoscenze specifiche ma solo intuizioni fulminee. Sanno che la catastrofe può essere repentina quanto lo è stato il successo. E allora c'è poco da stupirsi se affidano le prove del proprio ego fuori controllo all'unico, immortale strumento di affermazione del maschio dominante: il controllo assoluto sulla donna, brutale, sbrigativo. Non serve essere affascinanti, non serve nemmeno quel po' di chiacchiera da cinepanettone che portava le serate degli anni Ottanta ad approdare sul materasso. Basta la chimica. La cocaina di Alberto Genovese, le benzodiazepine di Antonio Di Fazio, scorciatoie a poco prezzo per saltare a piè pari quel minimo sindacale di corteggiamento dall'esito incerto e approdare direttamente allo stupro puro e semplice. Apparire non serve, anzi questi rituali di sopraffazione si esaltano nei loft blindati come catacombe, unico occhio presente la videocamera destinata a replicare in eterno quei pochi o tanti minuti di dominio totale. Apparire non serve perchè non c'è nulla da mostrare, neanche l'abbronzatura da lettino del seduttore, neanche i muscoli fittizi da palestra. I Genovese, i Di Fazio, sono pallidi e smilzi, non subiscono il feticcio del benessere fisico. Sono inciampati per caso in montagne di soldi ma sanno che anche il denaro come strumento di seduzione ha fatto il suo tempo, nell'arena metropolitana si muove una generazione di donne che si è liberata di quella soggezione davanti al quattrino che un tot di loro mamme si portava appresso. E allora l'unica strada è lo stupro a forza di pillole, l'oggetto reso incosciente, pronto ad essere trascinato nel vuoto infinito che i signori della clic economy portano con sè.

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