Prende i migranti poi accusa l'Italia. Con la Francia è già finito l'idillio: tutto da rifare

Prende i migranti poi accusa l'Italia. Con la Francia è già finito l'idillio: tutto da rifare

Ieri mattina lo si è capito. La mano tesa da Emmanuel Macron, che lunedì sera aveva promesso a Giorgia Meloni un porto francese dove far sbarcare i migranti della Ocean Viking non nascondeva un inatteso idillio, ma una bella polpetta avvelenata. A far scorrere il veleno ci ha pensato, ieri mattina, il portavoce del governo francese Olivier Veran con un'intervista radiofonica a France Info in cui ha inanellato una serie di accuse al curaro. La prima, evidentemente infondata, riguarda i presunti fondi europei incassati dall'Italia in cambio dell'accoglienza concessa ai migranti. «Ci sono - dichiara Veran - regole europee estremamente chiare che del resto sono state accettate dagli italiani, primi beneficiari di fatto del meccanismo di solidarietà finanziaria europeo». Per capire quanto quell'accusa sia lontana dalla realtà basta un'occhiata ai conti pregressi. Nel 2018 - quando la spesa dell'Italia per l'accoglienza e l'assistenza oscillò tra i 4,7 e i 5 miliardi di euro - il «Fondo europeo per l'asilo, la migrazione e l'integrazione» ci assegnò appena 91 milioni ovvero briciole. Gli altri affondi francesi, conditi da moniti sui doveri dell'Italia, non sono da meno.

A sentir il portavoce le dichiarazioni del nostro governo unite al «rifiuto di fare attraccare la nave» sarebbero «inaccettabili» in quanto «contrarie a tutte le regole europee che sono state accettate dall'insieme dei Paesi europei». Termini mai usati, guarda caso, nei confronti del governo socialdemocratico della Danimarca dove l'appena rieletta premier Mette Fredericksen propone di trasferire in Ruanda i richiedenti asilo indesiderati, affittare carceri dal Kosovo per imprigionarvi i migranti sorpresi a delinquere e ritirare i permessi di soggiorno a chi proviene da paesi dove sia terminata l'emergenza guerra o carestia. Ma ancor più risibile è la parte del discorso in cui Veran pretende che «l'Italia faccia la sua parte e rispetti i suoi impegni». Anche perchè nel campo dell'immigrazione è l'inaffidabilità della Ue a rappresentare la prassi più solidamente conclamata.

I ricollocamenti, già falliti nel 2015 e nel 2019 quando vennero promessi prima al ministro Angelino Alfano e poi a Luciana Lamorgese, continuano a restar lettera morta nonostante l'approvazione in pompa magna, lo scorso giugno, del cosiddetto «Patto di redistribuzione europea». Un patto che a cinque mesi di distanza registra appena 38 trasferimenti in Francia e 74 in Germania a fronte dei 10mila promessi a giugno al governo Draghi. Insomma in una notte il rapporto tra l'Italia da una parte e la Francia e l'Europa dall'altra sembra regredito al 2018. Una regressione che non sembra riferita tanto agli atti del nuovo esecutivo, dimostratosi molto scrupoloso - come sottolineava ieri Giorgia Meloni - nel garantire l'incolumità dei migranti recuperati dalle Ong, ma piuttosto al suo colore politico.

Francia ed Unione starebbero ancora una volta gettando le basi per un ostracismo politico nei confronti di un governo di centro-destra poco gradito e poco tollerato. Ostracismo rivolto da una parte a garantire argomenti all'opposizione sinistra e, dall'altra, a innescare l'isolamento politico del nostro paese. Un giochino in cui le Ong da quella francese Sos Mediterraneè a quelle tedesche giocano un ruolo ben preciso. Sospetti neanche troppo larvati a cui si aggiungono fatti e dichiarazioni che in Francia stanno facendo da cornice alle accuse del portavoce governativo. Benoit Payan, il sindaco socialista di Marsiglia orgoglioso di aprire le porte alla Ocean Viking e ai migranti, solo pochi giorni fa ha attribuito la medaglia d'onore della città a Mimmo Lucano, l'ex sindaco di Riace condannato a 13 anni di reclusione dal Tribunale di Locri per aver favorito l'immigrazione clandestina ed essersi appropriato dei fondi destinati all'accoglienza. Secondo Payan «Mimmo Lucano fa parte di quegli uomini che ci richiamano alla nostra umanità... e viene processato per eccesso di umanità».

Dichiarazioni in linea con quelle di Benjamim Lucas un deputato della sinistra francese convinto della necessità di tagliare tutti i ponti con Roma in quanto «contrariamente all'Italia abbiamo la fortuna di non essere diretti da una neo fascista».

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