Le primarie farlocche: una tempesta sul Pd

I dem avrebbero già scelto il loro candidato ideale, trovandolo nell'ex ministro del Mef Roberto Gualtieri: a che servono, quindi, le primarie?

Le primarie farlocche: una tempesta sul Pd

Dopo aver rinunciato con malcelata sofferenza all'idea di candidare l'ex segretario Nicola Zingaretti alla poltrona di sindaco di Roma, con lo scopo di silurare una volta per tutte Virginia Raggi, particolarmente criticata da numerosi esponenti del partito, il Pd ha deciso di indire delle primarie per far scegliere ai propri elettori il candidato prediletto. Primarie che sarebbero in realtà uno specchio per le allodole, dato che la scelta di Gualtieri sarebbe già stata fatta ai piani alti e tutto sarà orchestrato affinché si arrivi alla conclusione prevista senza possibilità alcuna di ribaltamenti.

Zinga, forte di un largo consenso che, almeno in teoria e sondaggi alla mano, gli avrebbe dato una facile vittoria nella Capitale, ha preferito di comune accordo col nuovo segretario Enrico Letta di abbandonare anticipatamente la corsa. Troppo grande l'irritazione dei grillini, e quindi di conseguenza anche il rischio di subire delle ripercussioni in consiglio Regionale: la paura di perdere la maggioranza e quindi di conseguenza la poltrona di governatore del Lazio, ha spinto l'ex segretario dem a farsi da parte. Per non far vedere troppo la gocciolina di sudore sulla fronte, Enrico Letta ha preferito parlare di una scelta dettata dalla necessità di proseguire con la campagna vaccinale, come se un cambio in giunta regionale potesse interferire su di essa fino ad arrivare ad uno stop: "E una volta compreso questo, abbiamo detto: i vaccini prima di tutto", ha infatti dichiarato l'ex premier.

Primarie farlocche?

Le primarie sarebbero in realtà una manifestazione di democrazia puramente di facciata, spiega Italia Oggi, come si potrebbe evincere facilmente dalle parole della senatrice di Sinistra Italiana Loredana De Petris. Quest'ultima avrebbe voluto partecipare alle votazioni, tuttavia,"Visto che il Pd ha indicato Roberto Gualtieri e in realtà non vuole primarie contendibili, per questo ha chiesto alla Cirinnà di ritirarsi: sarebbe molto più serio dire che non si fanno. O sono primarie vere o le finte non si fanno".

Non si tratta dell'unica voce fuori dal coro, dato che pure Marianna Madia ha manifestato insofferenza per la situazione:"Si stoppi subito questa farsa o si smentisca a parole e nei fatti: non è accettabile la ricerca di una donna solo per fare da figurante contro il candidato designato", ovvero l'ex ministro del Mef Gualtieri.

Il Pd ha comunque anche altre gatte da pelare, dato che, pur non vedendo l'ora di ostracizzare la Raggi non ha in mano neppure una precisa strategia elettorale. Come agire? Attaccare esplicitamente il sindaco (come perlatro fatto per anni) ed essere per una volta coerenti pur correndo il rischio che i grillini voltino le spalle in caso di ballottaggio, oppure fare il compitino senza affondare troppo i colpi? Gualtieri osserva da lontano in attesa di una linea da seguire, al momento solo Calenda pare agguerrito.

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