Primarie in forse De Luca sospeso non vuol mollare

SalernoVincenzo De Luca (per il momento) non è più il sindaco di Salerno. In base alla legge Severino, ieri mattina, il vice prefetto vicario Giovanni Cirillo ha firmato il decreto di sospensione a carico del potente esponente del Pd, condannato nei giorni scorsi in primo grado a un anno di carcere (pena sospesa) per abuso d'ufficio e ad un anno di interdizione dai pubblici uffici nell'ambito del processo sul termovalorizzatore di Salerno. A Palazzo di città si è insediato il numero due di De Luca, Vincenzo Napoli, nominato appena tre giorni prima vicesindaco.

Che accadrà adesso? Se la vicenda di Salerno è la fotocopia di quella del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, nel giro di un mese De Luca tornerà a Palazzo di città. Storie di sindaci condannati per abuso di ufficio legate a doppio filo. Giggino, durante la sospensione poi revocata a stretto giro, si autonominò «sindaco di strada», il piddino «sindaco emerito», probabilmente per la sua lunga permanenza a capo dell'amministrazione cittadina. Vincenzo De Luca si è anche auto attribuito il ruolo di «volontario» accanto al sindaco facente–funzioni, per aiutarlo nella sua attività. Evviva il volontariato.

In attesa dei ricorsi al Tar ed eventualmente al Consiglio di Stato, in sospeso resta anche la questione delle primarie democrat per la candidatura alla presidenza della Regione Campania. De Luca ha ribadito di voler restare in corsa e di non avere alcuna intenzione di farsi da parte. Con il sindaco sospeso di Salerno, ci sono anche l'europarlamentare Andrea Cozzolino e l'ex Sel, neorenziano, Gennaro Migliore. Il pallino è nelle mani romane. De Luca si ipotizza che potrebbe lasciare in cambio di una forte contropartita, come ad esempio una sostanziosa presenza dei suoi nella lista per le regionali. Nel disegno renziano le primarie dovrebbero saltare, con il candidato unico Migliore ma resterebbe il nodo (molto complicato da sciogliere) Cozzolino. Ci sarebbe anche una quarta candidata, la parlamentare Angelica Saggese, che si chiamerebbe fuori se dovesse spuntare il candidato unico.

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