Qatargate

La professionista vicina al Pd che a Milano colleziona incarichi. "Ora Sala spieghi"

Qualcuno la chiama già "la compagna B", vista la ridda di incarichi pubblici che le forze politiche di sinistra le avevano attribuito

La professionista vicina al Pd che a Milano colleziona incarichi. "Ora Sala spieghi"

Qualcuno la chiama già «la compagna B», vista la ridda di incarichi pubblici che le forze politiche di sinistra le avevano attribuito. Rischia di travolgere il Pd milanese e il sindaco Giuseppe Sala la vicenda della commercialista milanese Monica Rossana Bellini, arrestata ieri dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Milano su mandato di arresto europeo emesso dai magistrati di Bruxelles nell'inchiesta ribattezzata Qatargate con l'accusa di associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio.

Visto il suo curriculum è difficile dire che fosse soltanto la commercialista dell'ex eurodeputato Antonio Panzeri, che si sarebbe rivolto alla professionista- questa è l'ipotesi degli inquirenti confermata da alcune rivelazioni degli indagati - perché invece di prendere soldi cash serviva una struttura giuridica e gestire il flusso di denaro in modo legale.

Spulciando il suo curriculum saltano fuori una quarantina di incarichi nelle società comunali o partecipate, di cui una decina ancora in corso, da Milano Sport a Afol Metropolitana: la Bellini era componente in quota Pd del Collegio sindacale di SCC Srl, Azienda Ospedaliera Guido Salvini, Fondazione Pontirolo, F.I.D.A.S e Sogemi Spa e anche presidente del Collegio sindacale di Amiacque Srl e Ama Spa, del Comune di Pieve Emanuele (di cui era assessore). «Perché i democratici continuano a far finta di niente e, addirittura, a non conoscerla più? Sala non ha nulla da dire?», si chiede Fratelli d'Italia con Riccardo De Corato. Enrico Marcora venti giorni fa aveva presentato un'interrogazione, rimasta lettera morta, sin da quando la professionista era stata perquisita lo scorso dicembre dalla Gdf.

La responsabilità penale riguarda i magistrati ma questi soldi sono finiti in campagna elettorale? Hanno per caso inciso nei rapporti con il mondo islamico e Israele? Sul territorio ci sono state delle distorsioni? «Siamo garantisti, e proprio perché lo siamo chiediamo che la politica parli. Se fossero tre nomine si potrebbe dire che era vicina al Pd, ma con 40 incarichi si può dire che è il Pd...», dice al telefono Manfredi Palmeri, consigliere comunale della lista Moratti in corsa al Pirellone. Anche la Lega con il capogruppo Alessandro Verri vuole vederci chiaro e punta il dito sul Pd. Al telefono un consigliere comunale dem - che preferisce l'anonimato - dice che il suo curriculum era sufficientemente ricco da garantirle tutti questi incarichi: «Non credo ci fosse qualcuno dietro di lei, certamente queste storture rischiano di danneggiarci in campagna elettorale se non facciamo chiarezza». Qualcuno ricorda i suoi rapporti con un importante consigliere Pd della Provincia «ma non credo fosse il suo burattinaio», dice una fonte dentro Forza Italia che conosce le dinamiche interne agli incarichi a Palazzo Marino: «Tecnicamente è decaduta da questi incarichi, immagino si dimetterà, anche se le società devono prendere provvedimenti». Vedremo.

Anche l'Ordine dei Commercialisti ha preso le distanze: «Abbiamo attivato tutte le procedure previste in queste situazioni con la apertura del fascicolo disciplinare - dice al Giornale la presidente Marcella Caradonna - in queste situazioni appare con evidenza come l'iscrizione all'Ordine sia un importante presidio di legalità». Al Consiglio di disciplina dell'Ordine bocche cucite: non ci sarebbero precedenti ma il fascicolo sarebbe già aperto.

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