Profughi ospitati negli hotel. I militari Expo nei container

Camerate e file in mensa: gli addetti alla sicurezza della fiera milanese protestano. L'accoglienza dei clandestini al confronto appare principesca: alberghi e ristoranti

Profughi ospitati negli hotel. I militari Expo nei container

Milano - Se la sono vista davvero brutta qualche giorno fa alla caserma Babini di Bellinzago Novarese che ospita per sei mesi il personale dei militari in divisa in servizio al sito di «Expo». Il maltempo, la pioggia, il vento hanno allagato decine di tende trasformando i camminamenti dell'attendamento in impercorribili passaggi fangosi. Sono fioccate così proteste a non finire da parte di questi uomini che - non se ne capisce la ragione -, per garantire la nostra sicurezza, sono relegati in tendopoli, obbligati a consumare i pasti in mense ma perlopiù dotati di sacchetti contenenti panini preconfezionati.

Va meglio alla polizia? In un certo senso sì. I sindacati hanno dato l'okay prima dell'inizio dell'Esposizione universale alle sistemazioni alloggiative per i loro iscritti impegnati a proteggere i visitatori: molti dormono all'Hotel Quark 1 e Quark 2 o al residence «Ripamonti», già alloggio di molti poliziotti. La situazione peggiore, se così vogliamo definirla, è capitata ai circa 500 operatori della sicurezza che in questi sei mesi sono costretti ad abitare nei container ai margini del sito espositivo. «I container non saranno il massimo. Se però pensiamo agli scarafaggi nelle navi dove eravamo alloggiati durante il G8 di Genova o il G7 di Napoli qui almeno la dignità è salva» ci dicono.

Il raffronto viene invece spontaneo con gli alloggi riservati a migliaia di profughi e ai clandestini che affollano il nostro Paese. Non perché a questi stranieri non debba essere concesso un trattamento di accoglienza dignitoso, soprattutto in considerazione delle loro vicissitudini. Tuttavia il malcontento, tra i nostri militari, ormai è molto diffuso. Non capiscono loro - e non comprendiamo neppure noi - perché i profughi abbiano riconosciuti un posto letto e tre pasti giornalieri al ristorante, all'interno di hotel che raffrontati con quelli messi a disposizione dei militari e delle forze dell'ordine appaiono talvolta a dir poco principeschi. Perché per i militari le caserme disponibili per l'accoglienza non mancano eppure si è optato per l'attendamento e lo stato, che spende risorse per accogliere persone da tutto il mondo, riserva ai propri servitori impegnati a testa bassa per il bene del Paese, un trattamento non adeguato?

Qualcosa almeno per i militari si sta muovendo. Sembra infatti che il Cocer interforze (Consiglio centrale di rappresentanza), dopo le polemiche dei giorni scorsi, abbia ricevuto promesse da parte delle istituzioni. Intanto molti membri di ogni rango dell'esercito si sono fatti vivi con il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che sta aspettando i permessi necessari per far visita personalmente nei prossimi giorni al personale dell'esercito che si occupa della sicurezza di Expo e quindi al sito di Bellinzago Novarese.

Il governo ha decretato l'invio ad Expo di Milano di circa 2.400 militari: 1.800 da utilizzare per l'evento e 600, secondo quanto riportato dal sito del ministero della Difesa, da dedicare all'operazione «Strade sicure». Con un preavviso di 24 ore l'esercito è affluito a Bellinzago Novarese. Le turnazioni indicate sono le stesse che dal 2008, anno d'inizio di «Strade Sicure» i nostri militari osservano per l'effettuazione del servizio. Purtroppo anche il trattamento economico è lo stesso spettante allora ai colleghi militari.

Dulcis in fundo , dopo che molti militari hanno postato su Facebook le

foto delle tende allagate a Bellinzago, alcuni superiori minacciano provvedimenti disciplinari contro di loro per quegli scatti perché è denigrante dimostrare che i militari sono alloggiati peggio degli immigrati. Ma tant'è.

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