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"Mai più casi Bibbiano". La promessa della Meloni

Giorgia Meloni parla del caso Bibbiano e promette: "Limiteremo l'eccesso di discrezionalità nella giustizia minorile"

"Mai più casi Bibbiano". La promessa della Meloni

"Mai più casi Bibbiano". È la promessa del premier Giorgia Meloni. "Abbiamo assunto l'impegno di limitare l'eccesso di discrezionalità nella giustizia minorile con procedure di affidamento e di adozione garantite e oggettive", ha detto, alla Camera, nel suo discorso per la fiducia.

Era l'estate del 2019 quando a Bibbiano, paese in provincia di Reggio Emilia, scoppia lo scandalo legato agli illeciti sulla gestione dell'affidamento di minori. L'inchiesta denominata "Angeli e Demoni", come ricorda Today, divenne un vero e proprio mediatico e politico, visto e considerato che coinvolgeva anche il sindaco Pd, Andrea Carletti. Sono ben 16 gli amministratori locali, gli assistenti sociali e i psicoterapeuti che il 27 giugno 2019 furono colpiti dalle misure cautelari eseguite dai carabinieri di Reggio Emilia. Le indagini iniziarono alla fine dell'estate del 2018, a seguito delle denunce presentate per ipotesi di reati di abusi sessuali e violenze da parte dei servizi sociali dell'Unione Val d'Enza, un consorzio di sette comuni emiliani di cui fa parte anche Bibbiano. I minori venivano poi seguiti a Bibbiano, in una struttura pubblica per minori vittime di violenza e abusi sessuali, "La Cura", gestita dalla onlus Hansel & Gretel di Foti, con sedute pagate dai Comuni anche fino a 130 euro l'ora, nonostante la Asl potesse farsi carico gratuitamente del servizio.

L'iter giudiziario

Il primo cittadino di Bibbiano è stato rinviato a giudizio per abuso d'ufficio ma prosciolto dalle accuse di falso. Lo scorso 11 novembre è, poi, arrivata la condanna in primo grado con rito abbreviato per Claudio Foti, lo psicoterapeuta titolare dello studio Hansel & Gretel, mentre l'assistente sociale Beatrice Benati è stata assolta. Il prossimo giugno si terrà la prima udienza del processo con rito ordinario per 17 imputati con 97 capi di imputazione diversi. Tra questi, anche il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, l'ex dirigente dei servizi sociali dell'Unione Val d'Enza Federica Anghinolfi e l'assistente sociale Francesco Monopoli. La donna era accusata di aver cercato di costringere la mamma di una bambina a smettere di frequentare il compagno o avrebbe proceduto con l'allontanamento della figlia.

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