Quando Grillo sentenziò: «Quella è una svalvolata...»

Roma Ora Beppe Grillo definisce Virginia Raggi «un'eroina», ma fino a poco tempo fa voleva commissariarla e in privato, tra lui e il suo direttorio, circolavano ben altri termini: «la svirgolata», «la svalvolata», «la pazza».

Il leader M5S mandava ai suoi, da Luigi Di Maio a Carla Ruocco, a Paola Taverna, sms di fuoco, in cui attaccava la sindaca di Roma che voleva fare di testa sua e non accettava soprattutto i diktat contro il suo braccio destro Raffaele Marra, invischiato in legami e affari molto sospetti.

Sarebbe imbarazzante se, ora che i grillini hanno accantonato la loro foga moralizzatrice e piegato la testa di fronte alle preferenze della Raggi, tutti quegli sms visti da molti e conservati da alcuni, saltassero fuori come è successo per quelli sul caso Muraro. Ad esempio, quelli così: «Chi c...o è questo Marra?», «Marra fuori!», «È ancora lì?», «Controllate se il soggetto ha i titoli».

Ce n'era per tutti, oltre che per la Raggi e per Marra, per il vicesindaco Daniele Frongia e per il capo della segreteria Salvatore Romeo, tutti del «raggio magico». Negli sms si suggeriva di neutralizzare Romeo con un «trasportino» per gatti (ricordate il gatto del Colosseo?), già prima che lui andasse sui tetti con la sindaca. Questi sms gli oppositori grillini della Raggi li mostravano orgogliosamente anche all'allora super assessore Marcello Minenna e all'ex capo di gabinetto Carla Raineri, poi dimessisi.

Ma quella fronda dei Cinque Stelle ha perso la battaglia e Grillo fa buon viso a cattiva sorte. Perché la sindaca ormai è lei ed è difficile sfrattarla senza ricevere in faccia il boomerang. Il capo di gabinetto da 3 mesi non c'è, mentre si fanno circolare nomi di riguardo come Guariniello e Toschei? Tutto bene. Andrea Mazzillo si è ritrovato da capo staff ad assessore al Bilancio, bruciando illustri consiglieri della Corte dei conti? Ottima scelta. D'altronde, per i maligni il vero capo di gabinetto è sempre stato Romeo e il vero sindaco Marra.

In Campidoglio alla Raggi hanno affibbiato anche il soprannome di Amelia, la «fattucchiera che ammalia», un po' per i capelli corvini, un po' per l'aria sinistra che certi vedono attorno a lei. Qualcuno è convinto che porti sfortuna e ricorda i due terremoti, il crollo di palazzi e altre amenità. Però, la sindaca l'ha spuntata con il M5S, sono gli altri a fare gli scongiuri.

AMG

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