Quell'"ombra" del governo che non serve

Errare è umano, perseverare è diabolico, ma ripetere per la terza volta la fallacia, cosa è?

Quell'"ombra" del governo che non serve

Errare è umano, perseverare è diabolico, ma ripetere per la terza volta la fallacia, cosa è? Non sapremmo come definire altrimenti l'infausta idea della segretaria del Pd, Schlein, di formare un «governo ombra». Che, ricordiamolo, nella tradizione del parlamento inglese, è quando il partito all'opposizione nomina un contro governo, con incarichi precisi ai parlamentari (ministro degli Interni, ministro degli esteri ecc) che devono contrapporsi al lavoro dei veri ministri: soprattutto proponendo idee o progetti alternativi alle loro. É una misura ottima per preparare l'opposizione a tornare al governo, per dimostrare agli elettori che le sue proposte sono più efficaci di quelle dell'esecutivo e anche per formare una classe dirigente. Peccato che, come certi piatti della cucina inglese, sia improponibile fuori dal Regno Unito. Soprattutto perché in nessuna democrazia parlamentare del mondo troviamo un bipartitismo come quello inglese: e senza bipartitismo, che senso ha il governo ombra? Infatti nessun altro paese ha mai seguito questa tradizione. Nessuno, tranne l'Italia o meglio la sinistra italiana che, nella sua sempiterna ricerca di modelli esteri, cade spesso in questa tentazione anglofila, che però suona solo provincialistica. Spesso perché cominciò Occhetto ancora ai tempi del Pci: e l'idea apparve allora originale, soprattutto perché era un modo per il Pci, ancora non caduto il muro di Berlino ma già in crisi di identità, di tentare di costruirsi una connotazione occidentale. L'esperienza durò tre anni dal 1989 e Occhetto perse comunque le due elezioni successive, quelle del 1992 e quelle del 1994. Lo seguì, molti anni dopo, Veltroni dopo aver perso le elezioni del 2008: il governo ombra fu costituito pochi mesi prima che Veltroni desse le dimissioni da segretario, e comunque nel 2013 il Pd «non vinse» le elezioni. Che il governo ombra non porti benissimo? Ma, scaramanzia a parte, è uno strumento puramente propagandistico in un sistema pluripartitico. Nel Regno Unito, tendenzialmente, chi cura un dicastero «ombra» poi, se il suo partito va al governo, diventa ministro vero. In Italia, il Pd potrebbe tornare al potere, stante la situazione attuale, solo alleandosi con 5 stelle, estrema sinistra e Terzo polo, e comunque non avrebbe la maggioranza.

Nessun ministro ombra diventerebbe reale: anche perché, nel nostro ordinamento costituzionale, i ministri sono nominati dal Presidente della Repubblica. É però, il governo ombra, un modo per mettere in risalto gli amici del capo pro tempore: per cui, attendiamo di vedere le sardine Mattia Santori e Jasmine Cristallo ministri. Solo ombra, fortunatamente.

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