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Quell'assunzione "furbetta" del sindaco come portavoce

Il presidente della Provincia prende chi dovrà confermarlo

Quell'assunzione "furbetta" del sindaco come portavoce

Assume come addetto stampa chi sarà poi chiamato a votarlo per l'eventuale riconferma. Accade anche questo laggiù in Molise, nel silenzio generale o quasi.

Il protagonista è il presidente della provincia di Isernia, che è pure sindaco di Venafro, Alfredo Ricci (nel tondo). Ricci, centrodestra, uomo forte dell'ex governatore molisano, Michele Iorio, aveva bisogno di qualcuno che comunicasse le sue gesta in quel di Isernia. Così, via al bando. È il 25 gennaio. Serve un laureato, giornalista, che sappia usare un computer che, punto L, «non si trovi in relazione alle funzioni proprie dell'incarico che si andrà a ricoprire, in una situazione di conflitto di interessi, anche potenziale».

Sul tavolo di Ricci piombano 18 validi curricula. I quali vengono vagliati da una apposita commissione che però, recita il bando, «costituirà un mero contribuito offerto al presidente, al quale compete in via esclusiva la scelta, stante il carattere fiduciario dell'incarico». Assunzione a tempo determinato, categoria D1, ossia 1.844,62 euro lordi. Chi va a fare l'addetto stampa? Un tal Riccardo Prete, sindaco di Conca Casale, micro comune da 173 anime alle pendici del Monte Santa Croce, commissariato l'anno precedente.

Prete, pubblicista, è stato eletto nel settembre 2020 con un plebiscito, quasi l'80 per cento. Spalanca i portoni del Comune con una lista civica ma è di sinistra, sinistrissima. Detesta Salvini, Meloni, Orban, Bolsonaro e compagnia bella, adora i dem tutti, Travaglio, e Rai Tre.

Al bando le ideologie, uno può dire. Se uno è bravo è bravo. Peccato, però, che in qualità di sindaco, seppur di un Comune piccolo, Prete è un grande elettore proprio del suo datore di lavoro. Perché uno pensa che le Province siano state soppresse. Macché. Hanno solo cambiato pelle con un'elezione che più complicata non si può. Papà, il dem Delrio.

Il consiglio provinciale viene eletto a suffragio ristretto solo dai sindaci e dai consiglieri comunali della Provincia. Insomma, Prete potrebbe essere chiamato a votare Ricci che gli dà uno stipendio. Va bene così? Oppure: supponiamo che una frana interessi una strada di cui è competente la Provincia ma che ricada nel Comune di Conca Casale. Potrebbe accadere che il Sindaco debba rivolgersi al presidente della Provincia per, magari, chiedere fondi per riattivare la carreggiata. Il presidente della Provincia come tratterà l'amico Sindaco? Lo dirotterà al proprio ufficio stampa? In Italia funziona così. Funziona ancora tutto così.

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