Berlusconi si ritira dalla corsa al Colle: "Draghi resti premier"

Berlusconi fa un passo indietro nella corsa per il Quirinale: "Lo faccio per responsabilità nazionale". La coalizione farà una proposta unitaria. Forza Italia contro l'ipotesi Draghi

Berlusconi si ritira dalla corsa al Colle: "Draghi resti premier"

Alla fine Silvio Berlusconi ha deciso di non scendere in campo nella corsa per il Quirinale. Il centrodestra si era detto pronto a essere compatto nel sostenere la sua candidatura, ma il Cavaliere ha preferito fare un passo indietro. Comunque l'intenzione emersa dal vertice della coalizione conferma quanto già stabilito da mesi: il centrodestra farà una proposta unitaria per l'elezione del prossimo presidente della Repubblica.

"Responsabilità nazionale"

Il leader di Forza Italia ha spiegato che, al termine di incontri con parlamentari e delegati regionali, aveva verificato l'esistenza di numeri sufficienti per l'elezione. Ma la rinuncia è stata dettata da un senso di responsabilità a favore del Paese: "L'Italia oggi ha bisogno di unità, al di là della distinzione maggioranza-opposizione, intorno allo sforzo per combattere la gravissima emergenza sanitaria, per far uscire il Paese dalla crisi".

Berlusconi ha assicurato che continuerà a servire l'Italia "in altro modo, come ho fatto in questi anni, da leader politico e da parlamentare europeo, evitando che sul mio nome si consumino polemiche o lacerazioni che non trovano giustificazioni che oggi la Nazione non può permettersi". Da oggi lavorerà con gli altri leader del centrodestra "per concordare un nome in grado di raccogliere un consenso vasto in Parlamento".

Per il Cavaliere occorre che il prossimo capo dello Stato sia una figura in grado di "rappresentare con la necessaria autorevolezza la Nazione nel mondo e di essere garante delle scelte fondamentali del nostro Paese nello scenario internazionale, l'opzione europea e quella atlantica, sempre complementari e mai contrapponibili, essenziali per garantire la pace e la sicurezza e rispondere alle sfide globali".

"No Draghi al Colle"

Forza Italia è convinta che Mario Draghi debba restare a Palazzo Chigi fino al 2023, senza alcun rimpasto di governo. Su questo Berlusconi è stato chiarissimo: "Considero necessario che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al Pnrr, proseguendo il processo riformatore indispensabile che riguarda il fisco, la giustizia, la burocrazia".

Da parte di Giorgia Meloni è arrivata una precisazione: durante la riunione "non sono state formulate da alcuno specifiche proposte di candidatura nè tantomeno sono stati posti veti di alcun genere". Comunque la leader di Fratelli d'Italia ha "apprezzato il senso di responsabilità di Silvio Berlusconi". FdI a ha insistito affinché fosse chiaro che "non auspica in alcun modo che la legislatura prosegua, come invece possono eventualmente ritenere le forze politiche della maggioranza".

"Grande servizio all'Italia"

Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, reputa la rinuncia di Berlusconi come un "gesto da statista". Per Matteo Salvini quella di Berlusconi è una scelta "decisiva e fondamentale". Così il numero uno di Forza Italia "rende un grande servizio all'Italia e al centrodestra, che ora avrà l'onore e la responsabilità di avanzare le sue proposte senza più veti dalla sinistra". Dalla Lega confermano infatti che la coalizione è pronta a formulare diverse proposte "di alto profilo su cui la sinistra non potrà porre veti come fatto nelle ultime settimane".

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