Nella zona della movida per eccellenza l'aria sa ancora di alcol, sigarette e profumi da discoteca che stanno già svanendo. È la notte dell'8 aprile scorso. La ragazza è appena uscita dalla discoteca "Hollywood" di corso Como con due amici: stanchi, un po' brilli, contenti di essere ancora insieme. La notte è stata quella che doveva essere musica, corpi, promesse leggere. Poi arriva la scusa più banale del mondo: "Avete una sigaretta?". Due fratelli ucraini, 21 e 17 anni. Uno alto, tuta Nike chiara, l'altro più piccolo, maglietta con la scritta "Italia". Sembrano parte del paesaggio, come tanti altri che girano quando i locali chiudono. Invece sono già altro. Il pretesto dura pochi secondi. Poi la mano sul braccio, la trazione violenta, il corpo della ragazza trascinato verso via Varese come un oggetto. Lei punta i piedi, oppone quella resistenza passiva che sa di terrore puro, perde il contatto visivo con gli amici che intanto sono rallentati, bloccati, distratti dal fratello maggiore. Il 17enne butta la giovane a terra e infila la mano all'interno dei suoi pantaloncini. Lei si divincola, urla, viene afferrata per i capelli. Di nuovo. E di nuovo. Solo il suo grido disperato "Mi vuole stuprare!" rompe il copione. Gli amici intervengono, prendono calci e pugni, perdono borsello e pochette. Uno di loro finirà con venti giorni di prognosi. Ma interrompono la violenza. Per poco, ma la interrompono.
È cronaca nera di una città con due ragazzi con precedenti già pesanti stalking sulla compagna, maltrattamenti sulla madre e un tentativo di stupro su una commessa solo sei mesi prima che trattano una coetanea come carne disponibile all'alba. Il maggiore, Danylo, non si limita a guardare: secondo il gip Alberto Carboni "induce" gli amici ad allontanarsi, li intrattiene a debita distanza e funge da palo, ben consapevole di ciò che il fratello stava facendo. La ragazza ricorda tutto con lucidità feroce. Le telecamere confermano ogni passaggio. I testimoni concordano: "Poneva in essere una energica resistenza passiva, puntando i piedi". Ancora il gip Carboni, nel disporre la custodia cautelare in carcere, scrive che il maggiore ha "indotto" gli amici ad allontanarsi e li ha "intrattenuti a debita distanza" per permettere al fratello minore di portare a compimento il suo proposito. I due ragazzi sono stati arrestati dalla polizia per violenza sessuale: il più giovane è finito al Beccaria, l'altro è in cella a Monza.
Sono entrambi il sintomo di una generazione liquida, dove il confine tra gioco, preda e stupro si assottiglia fino a sparire. Dove la notte milanese prometteva divertimento infinito a una ragazza che, d'ora in poi, ogni volta che uscirà da una discoteca, si chiederà se la sigaretta chiesta da uno sconosciuto è davvero solo una sigaretta.