La Raggi è indagata ma i big M5S tacciono. E i militanti insorgono

Il blog di Grillo non ha pubblicato la notizia I deputati non commentano, Rete scatenata

Il silenzio degli innocenti. Il giorno dopo l'«invito a comparire», recapitato alla sindaca Raggi da parte della Procura di Roma, la strategia del M5S sembra quella dell' «evitamento». Aggirare l'ostacolo. Così come avevano fatto dopo l'arresto di Raffaele Marra. E, ora che a turbare i sogni della Raggi è la nomina dell'altro Marra, Renato, il silenzio dei big pentastellati è sempre lo stesso. A partire dal Sacro Blog. Beppe Grillo ieri alle 10 e 05 piazzava in apertura del sito un post dal titolo: «La Pianura Padana soffoca e muore». I parlamentari, ora sottoposti all'embargo su interviste e tweet, chiedono «l'istituzione di un tavolo tecnico per la redazione di un piano d'area tra le quattro Regioni della Pianura Padana, per individuare interventi strutturali idonei a fronteggiare la grave situazione di inquinamento atmosferico nell'area della Pianura Padana». Stop. Silenzio sulla Raggi indagata. E di nuovo il Blog, siamo alle 13 e 38. Luigi Di Maio annuncia: «Nino Di Matteo: il codice etico del Movimento Cinque Stelle è una svolta positiva».

Ma stavolta ci pensano gli utenti del blog a ricordare qual è la notizia del giorno. Persino l'evocativo pseudonimo «Giuria popolare» dice: «Domanda per l'on Di Maio: cosa prevede il codice etico nel caso in cui un eletto 5 stelle chieda alla magistratura la riduzione della pena per i reati commessi? Patteggiamento non è una brutta parola per il vocabolario grillino?». Ed ecco Pinocchio che riporta una dichiarazione del vicepresidente della Camera del 2014 che cominciava così: «Per me ai politici non va applicata la presunzione di innocenza». Tutto chiaro, tre anni fa. Di Maio risponde col solito silenzio. Così come Di Battista, ospite di Floris martedì negli studi di La7, che invece ieri pubblica sul suo profilo Facebook un selfie alla Camera con la collega Tiziana Ciprini. Stessa cosa vale per Roberto Fico. I parlamentari romani? Le nemiche-amiche della Raggi, Lombardi e Taverna mute. E sul fronte Campidoglio il lombardiano presidente dell'Assemblea capitolina, Marcello De Vito è indaffarato nella discussione sul bilancio. Anche se durante la pausa pomeridiana ci sarebbe stato un briefing tra i consiglieri di maggioranza, e lì della Raggi indagata si è discusso.

Tra i parlamentari parla Toninelli: «Daje Virgì, l'M5S rispetta le regole», twitta. A Roma la croce la porta il fedelissimo Daniele Frongia: «Siamo sereni, lo si vede anche dal clima che c'è oggi in Aula. Il dialogo con i vertici M5S c'è sempre stato», dice intercettato a margine dei lavori consiliari. Il vicesindaco Luca Bergamo si trincera dietro un «no comment, noi lavoriamo». Sempre dal Campidoglio il capogruppo M5S Paolo Ferrara smentisce sia le voci di un'autosospensione della sindaca sia l'eventualità di una sostituzione del vicesindaco Luca Bergamo con Marcello De Vito. Dall'autorità anticorruzione Raffaele Cantone comunica: «Non abbiamo altri atti che riguardano la Raggi». E Grillo in serata esulta per la sentenza della Consulta: «Ora obiettivo 40 percento». In silenzio.

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