Rai, Fdi diserta il voto. Meloni alza la posta: "La Vigilanza ci spetta"

Fratelli d'Italia chiede la presidenza della commissione dove siede l'azzurro Barachini

Rai, Fdi diserta il voto. Meloni alza la posta: "La Vigilanza ci spetta"

I suoi parlamentari sono usciti al momento del voto. La senatrice Daniela Santanchè e il deputato Federico Mollicone non hanno dunque «ratificato», per conto di Fratelli d'Italia, la nomina di Marinella Soldi a presidente della Rai. Giorgia Meloni non ha sentito ragioni. Il suo partito, lasciato fuori dal Consiglio di amministrazione dell'ente televisivo, è rimasto vittima di un «tradimento dei patti» stabiliti.

Anche se i rumors della vigilia non davano per scontata la ratifica della Soldi, il voto di ieri non ha avuto il minimo inconveniente. Segno che Forza Itali e Lega hanno preferito non rompere con il presidente del Consiglio Mario Draghi che riteneva la scelta di Carlo Fuortes, come amministratore delegato, e Marinella Soldi un necessario cambio di passo rispetto alla presidenza Rai partorita dal governo gialloverde.

Ieri sera la Meloni ha insistito sul «tradimento» del patto e sulla necessità di un confronto con gli alleati. «Sulla Rai c'era un accordo che non è stato rispettato. Avevo stretto la mano a Silvio Berlusconi qualche giorno fa, l'ho sentito al telefono», ha raccontato la leader di Fratelli d'Italia nel corso dell'intervista con Bruno Vespa per la presentazione a Manduria del suo libro.

«Sono molto dispiaciuta - ha aggiunto - per il caso Rai. Se il Partito democratico si fosse trovato al nostro posto, pensate a cosa sarebbe successo: girotondi, la Von der Leyen in campo, insomma il finimondo. Ora rivendico la presidenza della Vigilanza Rai. Con noi sono state violate tutte le regole, io non ho mai fatto lo sgambetto a nessuno, soprattutto nei confronti degli alleati. Oggi Fdi non ha le giunte, non ha la Vigilanza Rai, abbiamo il Copasir e non perché ce l'hanno dato».

Il caso è scoppiato al momento del mancato rinnovo di Giampaolo Rossi al cda di viale Mazzini. Così, aveva detto allora la Meloni, l'opposizione è fuori dal cda. «È un'anomalia e un pericolo per il pluralismo».

Sulla presidenza della Vigilanza, però, Forza Italia non intende cedere. Infondate dunque le voci che davano la possibilità di un avvicendamento. Alberto Barachini, fanno sapere da Forza Italia, ha fin qui svolto un ottimo lavoro di garanzia con tre governi diversi e con l'apprezzamento di tutti; e concluderà il suo mandato alla scadenza naturale. Dagli alleati, però, arrivano segnali di distensione. Se la presidenza della Vigilanza non è in discussione, ci sarà modo di favorire l'opposizione di Fratelli d'Italia nelle prossime nomine. Tra quelle urgenti le direzioni operative. Lì già potrebbe arrivare qualche «compensazione» (Rossi viene accreditato al vertice di Rai Com). Per quelle editoriali si aspetta con calma l'esito delle amministrative di ottobre.

Ma proprio sul tema delle elezioni la Meloni è tornata a rimescolare le carte e dalla Puglia fa sapere che la stessa scelta di Roberto Occhiuto come candidato in Calabria per il centrodestra è da ridiscutere. «In Calabria voglio vincere, ma c'è anche un motivo per cui era Forza Italia a esprimere un suo nome per le elezioni regionali - ha spiegato -. Però ora queste regole sono saltate e bisogna capire qual è il miglior candidato per la Calabria. Non siamo divisi nel centrodestra, ma dobbiamo rivederci un attimo e parlare. Perché cose scontate non ne do più, chiedo rispetto e non devo dire grazie a nessuno».