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Il raid agita le Nazioni Unite: "Un pericoloso precedente". L'ira dei Paesi sudamericani

Oggi il consiglio di sicurezza urgente Bogotà: "Minaccia all'America Latina"

Il raid agita le Nazioni Unite: "Un pericoloso precedente". L'ira dei Paesi sudamericani
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L'attacco degli Stati Uniti contro il Venezuela e la cattura del presidente Nicolas Maduro, avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, suscita preoccupazione nelle capitali mondiali, che lanciano l'appello a rispettare il diritto internazionale. Un appello che condivide il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, secondo il quale l'operazione americana crea un "pericoloso precedente" e "potrebbe avere preoccupanti implicazioni per la regione".

Il capo dell'organizzazione il cui principale compito è quello di mantenere la pace e la sicurezza globali esprime preoccupazione per il fatto che "il diritto internazionale non sia stato rispettato" nella cattura di Maduro da parte degli Usa, e in una nota del portavoce invita "tutti gli attori in Venezuela a impegnarsi in un dialogo inclusivo, nel pieno rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto". Caracas, da parte sua, invia una lettera al Consiglio di Sicurezza Onu accusando gli Stati Uniti di condurre una "guerra coloniale" volta a distruggere il suo governo e a saccheggiare le sue risorse naturali, comprese le più grandi riserve petrolifere del mondo. Il rappresentante permanente di Caracas al Palazzo di Vetro, l'ambasciatore Samuel Moncada, ha scritto al collega della Somalia Abukar Dahir Osman, presidente di turno dei Quindici, affermando che l'azione americana viola "palesemente la Carta delle Nazioni Unite" e in particolare fa riferimento al paragrafo dell'articolo 2 in cui si afferma che "tutti i Membri si asterranno dalla minaccia o dall'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, o in qualsiasi altro modo incompatibile con i fini dell'Onu".

"Il micidiale e vile attacco militare statunitense viene sferrato contro un Paese in pace", precisa Moncada, puntando il dito contro l'America per il fatto di usare menzogne per fabbricare guerre, che lui definisce "una tirannia internazionale imposta attraverso la propaganda della morte". E il Venezuela si riserva il "diritto all'autodifesa ai sensi dell'articolo 51 della Carta, al fine di proteggere la sua popolazione, sovranità e integrità territoriale".

Anche il presidente colombiano Gustavo Petro, stretto alleato di Maduro, denuncia il blitz, definendo le azioni di Washington un "attacco alla sovranità" dell'America Latina e dichiarando che avrebbero innescato una crisi umanitaria.

Caracas e Bogotà hanno chiesto un incontro urgente del Consiglio di Sicurezza, una domanda sostenuta dalla Russia, che dovrebbe tenersi nella giornata di oggi.

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