L'episodio risale a due anni fa, ma il video è diventato virale solo negli ultimi giorni. La sequenza in questione vede monsignor Angelo Zanello, parroco di Tolmezzo (Udine), brandire un ombrello contro un gruppo di "maranza" che l'avevano accerchiato.
"È successo alla stazione delle corriere", la ricostruzione del prelato ai microfoni del Giornale: "Lì sono stato investito da una serie di epiteti e bestemmie di ogni genere. Allora ho cercato di capire chi fossero questi ragazzi, ma loro nel frattempo mi hanno circondato, tentando di spaventarmi. A quel punto ho preso un ragazzo per il cravattino e gli ho detto: Dimmi chi sei, vado da tuo padre. Non ho paura di te. Avevo l'ombrello e mi sono voltato verso un altro ragazzo che sembrava intenzionato a fare qualcosa. Non sarà stata una reazione molto edificante ma è stata efficace".
Il popolo della rete si è schierato al suo fianco, ma purtroppo episodi di questo genere sono sempre più frequenti: "Io cerco di essere dialogante, di parlare con questi giovani. Io vorrei andare da quel ragazzo, abbracciarlo e dirgli che in me trova un padre".
Figura nota nella Carnia per la sua presenza attiva tra i fedeli, don Zanello accende i riflettori sull'importanza della famiglia: "A uno di questi ragazzi ho chiesto: Saresti contento se io fossi tuo papà. Lui mi ha risposto: Magari".
Sul punto il giudizio del religioso è perentorio: "Abbiamo distrutto la famiglia e continuiamo
a distruggerla. In questa società non c'è nulla che la riproponga al centro di tutto. I figli sono la nostra ricchezza più grande, ma in questa società sembra essere tramontato l'amore per la genitorialità e per la vita".