"Lei era il mio futuro. La immaginavo come compagna, come madre dei miei figli. Non ho idea di come potrò fare senza". Non si dà pace Federico, 26 anni, fidanzato di Giorgia Sommacal. Ieri ha trovato la forza di presentarsi al bar della stazione di Pegli, quartiere di Genova, dove lavora. Ma ha la testa (e il cuore) là sotto, in quella grotta delle Maldive che si è inghiottita la sua ragazza, i suoi sogni, i suoi progetti. "Avrebbe dovuto laurearsi tra un mese, la aspettavo per il mio compleanno, poi saremmo partiti per l'Egitto con i suoi genitori".
Carlo Sommacal, papà di Giorgia e marito di Monica Montefalcone, ha gli occhi altrove ma non si sottrae a chi gli chiede un commento. Forse perché il ricordo rende ancora tutto vivo e dire chi erano Giorgia e Monica lo aiuta a tenerle strette a sé: "Per Monica le Maldive erano una seconda casa, ci siamo sposati lì ed era in immersione anche durante lo Tsunami. Spesso la prendevo in giro quando risaliva e mi diceva: 'Sono morti altri coralli'. Viveva per il mare". Le famiglie dei cinque sub sono sconvolte. Chi ha potuto si è fiondato su un aereo per correre in quel paradiso che è diventato di colpo il peggiore degli inferni. Per ora l'unico corpo recuperato è quello di Gianluca Benedetti, l'istruttore di 44 anni di Padova ma impegnato alle Maldive per la maggior parte dell'anno. Gli altri sono ancora dispersi. "La grotta - spiega Damiano Francovigh, ambasciatore d'Italia a Colombo, competente per le Maldive - è formata da tre ambienti successivi: i soccorritori sono riusciti a raggiungere i primi due ma non il terzo. Nei primi due ambienti non hanno intravisto altri corpi".
Le ricerche, sospese a causa del maltempo, riprenderanno oggi, quando i sub si addentreranno anche nella parte più interna della grotta, dove contano di trovare i quattro corpi e portarli in superficie.
Il clima a bordo della Duke of York, l'imbarcazione dei 5 sub, è quello di un dolore soffocato e incredulo. Verranno inviati volontari addestrati a offrire primo soccorso psicologico per gli italiani ma solo dopo che le condizioni meteo lo consentiranno. Gli italiani a bordo verranno anche ascoltati come testimoni, per ricostruire gli orari e le fasi della preparazione pre immersione. "L'immersione doveva durare meno di un'ora - racconta una turista del gruppo - Si sono tuffati alle 11 e quando intorno alle 12 non li abbiamo visti riemergere abbiamo iniziato a cercarli". "Eravamo a poche centinaia di metri da loro - aggiunge - la visibilità era ottima. Noi pensavamo stessero compensando. Dopo una rapida perlustrazione senza risultati abbiamo immediatamente dato l'allarme all'Unità di crisi della Farnesina. I soccorsi sono stati tempestivi. Ora vorremmo aiutare anche noi nelle ricerche".
Questi sono i giorni dell'attesa e dell'incredulità. "Federico - spiega Antonello Riccio, legale e amico della famiglia Gualtieri - ha fatto tutti i corsi di questo mondo, aveva acquisito brevetti, era istruttore, aveva una grande esperienza nonostante la giovane età. Anche per questo i genitori non si spiegano un incidente di questo tipo, dicono che Federico era un ragazzo assolutamente molto posato, tranquillo e preparato e che affrontava le escursioni con professionalità encomiabile.
Entrambi stravedevano per questo ragazzo: mamma e papà hanno fatto di tutto per consentirgli di raggiungere i risultati che auspicava e che, effettivamente, stava raggiungendo".C'è un'unica, piccolissima, consolazione nei racconti di tutti: i 5 sub sono morti facendo quello che amavano con forza, da sempre.