Referendum, Renzi paventa il governo tecnico: "Dal voto ricadute sull'esecutivo"

Prima al Lingotto con Chiamparino, poi in tv dalla D'Urso. Renzi tira la volata al fronte del Sì: "Decideranno i cittadini". Ma i sondaggi lo danno già sconfitto

Referendum, Renzi paventa il governo tecnico: "Dal voto ricadute sull'esecutivo"

Prima la passerella al Lingotto con il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, poi il duello a distanza con Silvio Berlusconi a Domenica Live di Barbara D'Urso. Matteo Renzi, ancora in forte difficoltà nei sondaggi, tira la volata al fronte del Sì. A una settimana dal referendum constituzionale il premier è dato per spacciato: gli italiani si apprestano, infatti, a bocciare il suo pacchetto di riforme. "Se guardassimo i numeri dei partiti per il Sì o per il No saremmo spacciati - ammette - certo è una partita difficile, ma tanti hanno voglia di un Paese più semplice. È una grande occasione per semplificare il sistema. Non dipende dai partiti, ma dai cittadini".

Renzi guarda già al 5 dicembre. Pur sapendo di avere ancora una settimana di campagna referendaria, il premier pensa già a cosa succederà all'indomani del referendum. Negli ultimi giorni sono circolati un po' di nomi per un eventuale nuovo presidente del Consiglio. Tra questi ci sarebbe in pole position l'attuale ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. E, sebbene anche Silvio Berlusconi abbia più volte ribadito che, anche in caso di vittoria del No, non si dovrà cambiare presidente del Consiglio, Renzi deve fare i conti col rischio di una capitolazione. "Il governo tecnico non lo posso scongiurare io, lo dovete scongiurare voi con il sì. Il rischio c'è, è evidente", dice in un incontro pubblico a Torino. E ammette: "La ricaduta sul governo c'è, certo che c'è. Non sto a far politica per aggiungere una riga al curriculum. No non sto a vivacchiare e galleggiare - ci tiene a sottolineare - io non sono come tanti".

A Domenica Live, poi, Renzi ha assicurato che, comunque vada a finire, "il 5 dicembre l'Italia tutta insieme dovrà andare avanti". "Secondo me è meglio se andiamo avanti più veloci, ma anche se si resta così si deve andare avanti insieme", continua prendendo le distanze dai toni accesi della campagna referendaria. "Dobbiamo smettere di parlare male degli altri - sottolinea, infine, Renzi - Beppe Grillo ha detto che siamo serial killer, che sono una scrofa ferita. Dobbiamo ricucire e andare avanti insieme".

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