"Nonostante fonti israeliane riferiscano l'uccisione di Ali Khamenei, c'è una costellazione che opera attraverso una forma di leadership collettiva e che include il presidente, lo speaker del Parlamento, il capo della magistratura e rappresentanti della Guardia Rivoluzionaria e dell'Esercito. Questo gruppo sarebbe molto più difficile da eliminare di un singolo individuo e sarebbe probabilmente in grado di governare anche in tempo di guerra". Sono le previsioni di Ali Alfoneh, ricercatore senior all'Arab Gulf States Institute di Washington, e il principale analista iraniano per l'Arab Weekly. Alfoneh ha scritto anche il saggio "Iran Unveiled", politologo di formazione, è ideatore della teoria della trasformazione della Repubblica islamica in una dittatura militare. È autore pure di "Political Succession in the Islamic Republic of Iran". Alfoneh non nasconde le sue preoccupazioni soprattutto se la Repubblica islamica decidesse, come è molto probabile, di colpire anche le infrastrutture energetiche regionali, innescando così un conflitto che coinvolgerebbe tutto il Medioriente in maniera ancora più ampia, ma ciò sta già avvenendo in queste ore.
Perché Donald Trump ha attaccato proprio ora l'Iran?
"Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sembra aver convinto il presidente Trump che la Repubblica islamica è debole e sull'orlo del collasso e che gli Stati Uniti non hanno bisogno di negoziare con l'Iran per raggiungere i propri obiettivi, se questi possono essere raggiunti attraverso attacchi militari".
Cosa potrà accadere ora?
"Non è chiaro come l'Iran reagirà in toto, ha colpito per ora Israele, il Bahrein, il Kuwait, il Qatar, gli Emirati, ma è plausibile che possa prendere di mira anche le infrastrutture energetiche regionali nel tentativo di far salire i prezzi globali del petrolio e della benzina negli Stati Uniti, esercitando così una pressione economica e politica sul presidente Trump".
Su quali punti sono sorti i problemi nei colloqui di Ginevra?
"Non sono convinto che gli sviluppi all'interno dei negoziati stessi abbiano portato ai raid, piuttosto, sembrano più strettamente legati alle manovre del primo ministro Netanyahu".
Il regime può collassare?
"Non mi aspetto che il regime crolli solo a causa dei bombardamenti aerei. Sarebbe più importante se l'opinione pubblica iraniana ascoltasse l'appello del presidente Trump a ribellarsi alla teocrazia iraniana"
Cosa potrà accadere nel Paese ora che la Guida Suprema Ali Khamenei, come viene riportato, è stata uccisa?
"L'Ayatollah Ali Khamenei non è indispensabile al sistema. Il regime iraniano opera attraverso una forma di leadership collettiva che include il presidente, lo speaker del Parlamento, il capo della magistratura e rappresentanti della Guardia Rivoluzionaria e dell'Esercito. Questa costellazione sarebbe molto più difficile da eliminare di un singolo individuo e sarebbe probabilmente in grado di governare anche in tempo di guerra".
C'è qualcuno in Iran che potrà prendere il potere al posto di Khamenei?
"Non prevedo un crollo immediato del regime e, pertanto, il ruolo del figlio dell'ultimo scià Reza Pahlavi resta per ora limitato".
Tutto il Medioriente adesso sarà coinvolto in una guerra prolungata?
"Se la
Repubblica islamica reagisse colpendo anche le infrastrutture energetiche regionali, il rischio di una guerra regionale ancora più ampia diventerebbe molto significativo, ma com'è ormai chiaro, purtroppo ci siamo già dentro".