Narrano gli storici reggiani che l'ultimo sovrano a farsi vedere da quelle parti fu re Vittorio Emanuele II. Il Savoia, a bordo della Bianchi A Torpedo, dalla livrea verde e nera, in assenza di navigatore satellitare si smarrì nelle strade dei borghi tra Montecchio e Reggio. Anche allora era maggio. Catherine, principessa del Galles, non ha avuto alcun problema per raggiungere e poi frequentare i siti più belli e storici della città rossa, per fedeltà al colore del partito che fu, così come la Sala del Tricolore, quella nella quale il 7 gennaio del 1797, fu adottata la prima bandiera nazionale italiana, poi però nomata Sala Rossa. Non c'entra la falce e nemmeno il martello, contrordine, compagni, i tempi sono cambiati e anche i sovrani e futuri re e regine non sono più quelli di una volta, ghigliottine comprese. Catherine, perché così la principessa desidera essere chiamata, il vezzeggiativo Kate non piace alla famiglia Middleton, la principessa, dunque, è scesa ad abbracciare bambini e uomini e donne, come si dice, la gente, senza sfoggiare stemmi monarchici e superbia regale, a differenza della tournée australiana della cognata Meghan, niente affatto pop. Reggio Emilia è terra di resistenza e di medaglia d'oro per la liberazione ma ha superato l'epoca dei trinariciuti, alle ultime politiche il divario tra destra e sinistra non è stato così forte come al tempo dei cinque consecutivi sindaci comunisti, si sono registrate percentuali da riunione condominiale per l'Unione popolare con De Magistris, roba piccola per i Cinque Stelle, valori anemici rispetto al passato delle gloriose e affollatissime feste dell'Unità. Catherine Middleton, detta smile machine, ha regalato e raccolto sorrisi sinceri, rispolverando memorie della principessa del popolo, Diana. Camilla, la consorte regina di Carlo III, era andata a Napoli a scegliere cravatte di Maurizio Marinella non in negozio ma direttamente nel laboratorio, tra le sarte meravigliate; durante la visita a Ravenna aveva confezionato, con manualità casalinga, un cappelletto nello stupore delle sfogline.
Lontano da Londra, i Windsor provano a togliersi tiare e carrozze, la missione di Catherine, in mezzo agli ex compagni reggiani, ha voluto imitare la suocera, da razdora ha preparato a mano la sfoglia e si è occupata della filosofia educativa del centro Malaguzzi. Un altro passo alla ricerca di una realtà spesso dimenticata.