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Regioni, Riforme e Salute tra le caselle "ballerine". Per il dopo Speranza inizia uno spareggio con Bertolaso in vantaggio

Calderoli in corsa per le Autonomie e Musumeci per il Sud. Cirielli più vicino ai Rapporti con il Parlamento. Centinaio "vede" il Turismo e Valditara l'Istruzione. La Pietra pronto per l'Agricoltura, Butti per l'Innovazione tecnologica...

Regioni, Riforme e Salute tra le caselle "ballerine". Per il dopo Speranza inizia uno spareggio con Bertolaso in vantaggio

Sarebbero ancora tre le caselle da definire: Affari regionali, Riforme e Salute. Il governo Meloni è pronto al 90% in attesa dell'avvio delle consultazioni. Ieri per la premier in pectore Giorgia Meloni è stata un'altra giornata di incontri per limare la squadra dei ministri. Lo schema potrebbe essere: Roberto Calderoli agli Affari regionali e Autonomie, anche se la Lega insiste per aggiungere la delega delle Riforme, e Nello Musumeci al Mezzogiorno. Per Calderoli sarebbe stata sondata anche l'ipotesi Rapporti con il Parlamento: una casella che però Meloni vorrebbe mantenere per un fedelissimo di Fdi: in risalita le quotazioni di Edmondo Cirielli. Al momento non vi è alcuna certezza sull'ingresso nell'esecutivo di Maurizio Lupi. La «quarta gamba» potrebbe ottenere come contropartita la deroga per la formazione del gruppo parlamentare alla Camera e al Senato, rinunciando a un ministero. Meloni cerca l'incastro tra deleghe e uomini. Forza Italia intende chiudere il pacchetto: Anna Maria Bernini alla Pubblica amministrazione, Gilberto Pichetto Fratin alla Transizione ecologica, Antonio Tajani agli Esteri con la delega di vicepremier, Elisabetta Casellati (annuncio di Silvio Berlusconi) alla Giustizia e Gloria Saccani Jotti all'Università. Su Casellati a via Arenula fonti di Fdi frenano e per lei l'ipotesi sarebbe potrebbe essere il ministero per le Riforme.

Per la Lega saranno 6 le caselle: Interno, Economia, Infrastrutture, Istruzione, Affari regionali (o Riforme) Disabilità (o Famiglia). Matteo Salvini andrà al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Giancarlo Giorgetti al Mef: queste le uniche due certezze. Come la delega di vicepremier per il leader del Carroccio. Fratelli d'Italia ha frenato sull'ipotesi di affidare il ministero dell'Agricoltura a un esponente leghista. La casella resterebbe nelle mani di Fratelli d'Italia: in pole ci sarebbe Patrizio Giacomo La Pietra. Gli altri nomi in quota Carroccio sono Gian Marco Centinaio, dato al ministero del Turismo, e Simona Baldassarre per il ministero della Famiglia o per la delega alla Disabilità. Fatta per Giuseppe Valditara, consigliere di Salvini, all'Istruzione. Per l'Interno giochi chiusi sul nome del prefetto Matteo Piantedosi. Alla Difesa pare confermato il nome di Adolfo Urso. Al ministero del Lavoro andrà una figura tecnica: Marina Calderone. Per il ministero della Sanità Meloni deciderà nei prossimi giorni: Guido Bertolaso e Francesco Rocca sono i due nomi caldi. Ma ora spunta il nome del rettore dell'Università di Tor Vergata Orazio Schillaci. Per l'incarico di sottosegretario alla presidenza del Consiglio la scelta è andata su Giovanbattista Fazzolari, fedelissimo di Meloni. All'Innovazione tecnologica avanza Alessio Butti di Fdi. Per il Mise partita chiusa su Guido Crosetto.

Intanto già si lavora alla squadra dei collaboratori e capi di gabinetto nei ministeri. Giacomo Larosella, presidente di Agcom, potrebbe avere un ruolo di primo piano a Palazzo Chigi. Si pesca tra i grand commis. La rosa è pronta: Federico Eichberg, già capo di gabinetto di Adolfo Urso al Mise, ora è un dirigente allo stesso ministero. Giuseppe Moles, ex capo della segreteria del ministro Antonio Martino, non si è ricandidato e potrebbe ritornare utile. Magari alla Farnesina con Tajani. L'elenco continua: Mario Fiorentino ex vice capo di gabinetto di Maurizio Gasparri, è ora alla Corte dei conti; Mario Marotta, vice capo dell'ufficio legislativo di Gianni Alemanno al ministero dell'Agricoltura, è in Inea; Stefano La Porta capo di gabinetto di Stefania Prestigiacomo all'Ambiente dirige l'Arpa; Francesco Tufarelli, capo di gabinetto di Rocco Buttiglione durante il governo Berlusconi, è ora direttore generale a Palazzo Chigi; Roberto Alesse, per anni vicinissimo a Gianfranco Fini, lavora alla presidenza del Consiglio; Gerardo Capozza, capo dipartimento dell'allora ministro Rotondi è ora segretario generale dell'Aci; Antonio Scino capo dell'ufficio legislativo di Rocco Buttiglione e Claudio Scajola, è avvocato dello Stato; Riccardo Carpino, capo di Gabinetto del ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto, è ora prefetto. È da questa squadra che ripartirà il nuovo governo Meloni?

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