Regno Unito isolato, Johnson va in televisione. Lo spettro del lockdown nei giorni della Brexit

Il premier prova a rassicurare il Paese: "Il traffico delle merci tornerà regolare"

Il nuovo ceppo di Covid isola il Regno Unito dal resto del mondo. È stata una giornata molto difficile quella di ieri per il governo britannico alle prese con un virus mutato che si diffonde 70 volte più veloce del vecchio Covid e che ha colpito in modo pesante Londra e tutto il sud est del Paese. Su suggerimento dei consulenti scientifici Johnson ha blindato le zone più a rischio dalla mezzanotte di domenica, ma il risultato immediato è stato il blocco del traffico aereo da parte di una quarantina di Paesi. L'Italia è stata tra i primi, dopo Belgio e Olanda a sospendere i voli da e per Londra, creando non pochi problemi ai tantissimi espatriati che si stavano preparando a tornare a casa per festeggiare il Natale insieme alla famiglia. Spagna, India , Hong Kong, Canada, Svizzera e Germania sono stati tra gli ultimi a bloccare i collegamenti. Ma i problemi maggiori sono stati causati dalla Francia che ieri, senza alcun preavviso, non solo ha cancellato i voli, ma ha chiuso anche i confini per 48 ore, creando file interminabili di camion che sono rimasti in attesa per ore.

Ieri, dopo aver presieduto una riunione d'emergenza, Johnson ha tenuto una conferenza stampa congiunta insieme al ministro dei trasporti Grant Shapps e il capo del team scientifico Patrick Vallance per aggiornare il pubblico sugli eventi. Il tono ottimistico di Johnson tuttavia non è riuscito a nascondere la drammaticità della situazione. Il Premier ha detto di aver parlato con il Presidente francese Macron per riuscire a risolvere il problema dei trasporti su strada e via mare. «Il traffico delle merci dovrebbe tornare alla normalità nelle prossime ore - ha spiegato - con il Presidente francese stiamo lavorando perché questo avvenga». Riguardo invece alle restrizioni a cui il governo ha sottoposto la capitale e una buona parte del Paese, il consulente scientifico Vallance ha difeso la decisione presa. «Sappiamo che questo nuovo ceppo del virus si diffonde molte più velocemente e quindi non restava altra alternativa che prendere misure più restrittive per fermarlo. Questo non significa che il virus produca patologie più gravi o diverse, ma la sua velocità di trasmissione è altissima e va bloccata il prima possibile». Per ora una chiusura generale del Paese non è stata annunciata, ma l'ipotesi rimane e probabilmente tutto dipenderà da come si evolverà la situazione nelle prossime settimane dato che un aumento dei casi di contagio viene ritenuto «inevitabile» dal comitato scientifico subito dopo le festività natalizie. Una revisione delle misure e' prevista per il 30 dicembre e per ora il governo spera ancora di poter riaprire regolarmente le scuole all'inizio di gennaio, come da calendario.

Intanto a Bruxelles si sta valutando la possibilità di trovare un approccio comune. Gli esperti europei sono cauti nell'esprimere dei giudizi sul nuovo ceppo britannico e sulla sua reale pericolosità. Ieri Christian Drosten, un noto virologo tedesco, ha confermato che il nuovo virus era già in circolazione anche in Germania, ma la mutazione in sé non deve preoccupare. «Prima di preoccuparsi - ha dichiarato Drosten - servono verifiche».

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