La resa dei conti nel M5S: "Avete tradito le aspettative"

I grillini sono spaccati e partono pesanti accuse reciproche. Staserà ci sarà un duro processo ai vertici parlamentari: le sfiducie sono già pronte

La resa dei conti nel M5S: "Avete tradito le aspettative"

La tensione è altissima, la preoccupazione è palpabile e i timori sono molteplici: l'appuntamento di questa sera alle ore 20.45 spaventa e non poco il M5S. Una resa dei conti interna che potrebbe spaccare ulteriormente il gruppo grillino, già dilaniato da continui litigi e divergenze di vedute: "Vedremo se arriveranno proposte costruttive o se la riunione sarà il classico sfogatoio". Come riportato da Il Tempo, è in corso una vera e propria ribellione contro i direttivi dei gruppi a Montecitorio e Palazzo Madama, che sarebbero stati colpevoli di aver fatto uscire sconfitto il M5S dal giro delle presidenze. I deputati pentastellati vorrebbero delegittimare il direttivo della Camera mettendo nel mirino soprattutto il capogruppo Davide Crippa e il suo vice Riccardo Ricciardi: "Hanno deluso le aspettative di mezzo gruppo parlamentare". Inevitabilmente tra i senatori pesa il caos andato in scena qualche giorno fa in commissione Agricoltura e in commissione Giustizia: gli alleati di governo hanno visto vincere l'opposizione per ben due volte.

A dividere è anche la figura di Vito Crimi, finito sotto accusa in seguito all'elezione dei presidenti delle commissioni parlamentari: da una parte fioccano durissime accuse ("Non è capace e non è rappresentativo", "È assente su tutto, un passacarte. Non si sa nemmeno che posizione politica abbia"); dall'altra non mancano le difese da parte di chi sostiene che chi attacca il capo politico del Movimento 5 Stelle "risponde a precisi mandanti o non ha mai lavorato in vita sua". Appare evidente che il loro peso politico è "minore rispetto a due anni fa" e, come se non bastasse, avere gruppi parlamentari spaccati indebolisce ulteriormente i gialli "al tavolo delle trattative".

La lotta alla leadership

Non è certamente una novità la lotta alla leadership che si sta consumando all'interno del M5S, che vede Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Chiara Appendino e Paola Taverna giocarsi un ruolo di primo rilievo. Il più preoccupato è l'attuale ministro degli Esteri, già messo in ombra dal premier e che ora vede in Di Battista il pericolo numero uno. Anche se, come sottolineato dall'edizione odierna de La Stampa, nelle ultime ore è spuntata l'ombra di Riccardo Ricciardi, che ora assilla i pensieri di Di Maio.

Lo ricorderete sicuramente per il suo show in aula alla Camera in piena emergenza Coronavirus, quando lanciò accuse gravissime nei confronti di Attilio Fontana: facendo ironia e alzando il volume della voce, aveva parlato del "modello Lombardia" che a suo giudizio si è rivelato "fallimentare". Il suo cuore batte a sinistra ed è tra i più favorevoli all'esperienza di governo con il Partito democratico, specialmente perché capitanato da Conte. Pare che lo stesso Di Maio abbia chiesto, con un po' di fastidio e irritazione, come mai il deputato riesca a godere di buona stampa e di grande attenzione mediatica.

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