Ricorso sul dl Sicurezza, l'Avvocatura: "Attacco di matrice politica"

Il dl Salvini è stato impugnato da 5 Regioni "rosse" davanti alla Consulta. Giudici in camera di consiglio: verdetto entro venerdì

Ricorso sul dl Sicurezza, l'Avvocatura: "Attacco di matrice politica"

L'Avvocatura dello Stato ha le idee chiare: "I ricorsi delle Regioni contro il dl Sicurezza hanno una matrice politica". Come è noto il dl Salvini è stato impugnato da alcune Regioni "rosse" davanti alla Consulta. Nel dibattimento, prima della Camera di consiglio della Corte, Giuseppe Albenzio, rappresentante dell’Avvocatura dello Stato, ha difeso così il decreto immigrazione e sicurezza fortemente voluto dal Viminale. "La volontà di bloccare questa riforma ha una matrice politica, che in quanto tale comporta l’inammissibilità dei ricorsi", ha affermato Albenzio. Poi il rappresentante dell'Avvocatura dello Stato ha aggiunto: "Che fosse urgente intervenire in materia - ha detto preliminarmente - è dimostrato dalla drammaticità del fenomeno migratorio, esploso in questi ultimi tempi, e dalla necessità di evitare possibili tragedie: lo stesso vale per le norme in tema di lotta alla mafia e per quelle a tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico". Albenzio sottolinea la regolarità delle procedure: "Ci si è mossi nel rispetto delle normative Ue, e nella consapevolezza che per gli Stati membri non esiste un obbligo generale di accoglimento dei migranti al di fuori dei casi di tutela internazionale. Pensiamo ai migranti economici: non è umano respingere persone alla frontiera, ma non lo è nemmeno accogliere persone alle quali non si possono garantire un lavoro e condizioni di vita dignitose".

In fase di dibattimento è inetrevnuto anche l'atro legale dell'Avvocatura dello Stato, Illia Massarelli: "La riforma va letta alla luce della situazione emergenziale e del contenzioso statificatosi negli ultimi tre anni. L’obiettivo non è cacciare le persone o privarle dei loro diritti ma garantire effettiva tutela a chi presenta reali situazioni di vulnerabilità, sgomberando il campo da tutte le altre". I giudici della Corte Costituzionale adesso sono in camera di Consiglio. Il verdetto è atteso per venerdi. A impugnare il provvedimento sono state 5 Regioni: Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Calabria.

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