Rimpatrio slittato di ore. La scorta per i migranti dei poliziotti a digiuno

I 34 tunisini hanno avuto il pranzo al sacco. Il sindacato: "Almeno parità di trattamento"

Rimpatrio slittato di ore. La scorta per i migranti dei poliziotti a digiuno

I tunisini non vengono rimpatriati e i poliziotti rimangono senza pasto. È successo all'aeroporto di Palermo, dove 34 immigrati in attesa di essere rispediti nel Paese di appartenenza, per due giorni, a causa di controversie con la madre Patria, sono rimasti senza possibilità di partenza.

A segnalarlo è il Sindacato autonomo di Polizia (Sap), il cui segretario generale, Stefano Paoloni, spiega l'accaduto. «I migranti - tiene a dire - erano partiti in aereo da Torino e Gorizia per raggiungere Bari e, quindi, Palermo. A causa di disguidi col Paese di provenienza, il volo è stato rimandato. Ai clandestini è stato fornito a pranzo il sacchetto con il cibo, mentre gli agenti che li accompagnavano sono rimasti dalle 5 di mattina alle 22 senza toccare pasto. È intollerabile». E specifica: «È una questione di rispetto nei confronti dei tutori della legge. Come è possibile che gente che non ha diritto di stare qui sia trattata meglio dei poliziotti? Ci saremmo aspettati almeno pari trattamento». Peraltro, nella giornata di ieri il governo tunisino ha nuovamente bloccato le partenze. Per cui i migranti sono stati trasferiti un'altra volta a Torino e Gorizia. Un dispendio di soldi a carico dello Stato che i rappresentanti sindacali non accettano.

«È una questione di decoro e rispetto - ricorda Paoloni - verso chi è al servizio della Patria e spende ore del proprio lavoro per garantire la sicurezza al Paese».

Peraltro, numerosi rappresentanti delle forze dell'ordine sono malati dopo aver contratto il Covid-19 proprio dai migranti. Una situazione che si sta facendo insostenibile e che sta attirando le proteste degli operatori, sempre più vessati e penalizzati dai numerosi arrivi e dalle regole poco stringenti riservate agli immigrati.

Allo stato attuale sulle cose siciliane, in particolare a Lampedusa, non stanno avvenendo nuovi sbarchi, anche grazie al maltempo e al mare grosso che impedisce le partenze, ma è certo che dalla prossima settimana l'isola tornerà a essere invasa. Dalla Tunisia e dalla Libia pare infatti siano in partenza decine di barconi gestiti dai trafficanti di esseri umani. Per l'accoglienza dei migranti vengono impiegati migliaia di rappresentanti delle forze dell'ordine che rischiano da una parte il contagio, dall'altra turni massacranti che portano a situazioni analoghe a quella sopra descritta. Ora chiedono che il governo intervenga in maniera puntuale, senza dare risposte vaghe.