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Quel risveglio intelligente del Parlamento

Il Paese vive una situazione molto grave e difficile, a causa di una guerra che pone problemi prima mai visti

Quel risveglio intelligente del Parlamento
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Una stampa per certi versi un po' distratta, per altri un po' pettegola, per altri un po' settaria nelle settimane e nei giorni scorsi specie in qualche occasione di confronto tra il governo e il Parlamento, ha rilevato che c'erano poche poltrone occupate. Chi conosce le questioni istituzionali e gli aspetti critici del rapporto governo-Parlamento sa e deve distinguere.

Come possono fare ad esempio i tanti bravi costituzionalisti comparati di cui l'Italia dispone, ma non solo loro. Non è difficile cogliere invece il rafforzamento effettivo del rapporto tra governo e Parlamento e la nuova sistemazione effettiva del ruolo del Parlamento che è avvenuto sul tema della guerra di Netanyahu e Trump e su temi collegati. Forse l'Italia fra tutti i paesi europei e gli Usa è stata quella in cui maggiore è stato il coinvolgimento del Parlamento nelle varie questioni collegate. Vuoi che si tratti di interventi della premier Meloni o del ministro degli Esteri Tajani o del ministro dell'Economia Giorgetti. È avvenuto quindi l'inverso di quello che ha colto buona parte della stampa. Una sorta di risveglio intelligente del Parlamento e un sensibile miglioramento del rapporto tra governo e Parlamento. Diversamente da quanto avveniva da tempo sul piano legislativo, non solo ad opera del governo Meloni, quanto all'eccesso di decreti legge con il monocameralismo di fatto che spesso si affermava in relazione alla loro approvazione. Ebbene, il Paese vive, come ha rivelato tra gli altri benissimo il ministro della Difesa Crosetto, guarda caso in Parlamento, una situazione molto grave e difficile, a causa di una guerra che pone problemi prima mai visti. Ebbene, il più grande costituzionalista inglese, Walter Bagehot (non a caso anche giornalista e direttore dell'Economist) sosteneva che una funzione cruciale del Parlamento è quella di "insegnare alla nazione".

Sarebbe il caso di cogliere come il combinato disposto dell'azione del governo e del Parlamento e il grado di coinvolgimento del Parlamento sin qui in atto sulle conseguenze internazionali, interne, economiche e sociali della guerra può contribuire ad "insegnare alla nazione", di fronte a cittadini ovviamente spaesati e, impauriti, e preoccupati per questioni tipo quelle della benzina, dei salari, degli investimenti finanziari, delle accise e quant'altro.

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