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Il rivale Bonaccini vende subito il Nord per avere l'appoggio dei notabili sudisti

Emiliano, Decaro, De Luca e Manfredi alzano la posta per dare il loro sostegno. E il governatore da candidato è già pronto a cambiare idea sull'autonomia

Il rivale Bonaccini vende subito il Nord per avere l'appoggio dei notabili sudisti

Un Bonaccini che non ti aspetti nella corsa alla guida del Pd. Il governatore dell'Emilia Romagna, da sempre favorevole alla riforma dell'autonomia differenziata e interlocutore dei ceti produttivi del Nord, cambia pelle e stringe accordi elettorali con i notabili del Sud.

La vecchia Ditta e l'intramontabile Franceschini appoggiano Elly Schlein. Bonaccini (nella foto), per restare in partita, si aggrappa ai due ras dem nel mezzogiorno: Vincenzo De Luca e Michele Emiliano. In cambio però i due potenti governatori chiedono al presidente dell'Emilia Romagna di abdicare alla battaglia per l'autonomia differenziata, che in un tempo non lontano l'ha visto alleato del governatore leghista Luca Zaia.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi (non iscritto al Pd) sta valutando l'appoggio al candidato Bonaccini. Ma vuole tre impegni chiari dal presidente dell'Emilia: un vice del Sud (oltre a Dario Nardella), il no all'autonomia differenziata e l'accordo con i Cinque stelle. Richieste già anticipata ieri in un'intervista al quotidiano Cronache di Napoli da Massimiliano Manfredi, consigliere regionale del Pd in Campania e fratello del primo cittadino di Napoli.

Bonaccini è pronto ad accettare tutte le richieste, ammainando la bandiera del Nord e dell'autonomia.

Il governatore non si dà per sconfitto e si carica: «Da poche ore sui miei canali social ho lanciato una nuova piattaforma per partecipare alla mia campagna per costruire un nuovo Pd. In 72 ore sul sito ufficiale della campagna sono arrivate più di mille richieste, da 427 comuni diversi. Idee, contributi e voglia di mettersi in gioco. Una vera e propria energia popolare che vogliamo mettere in campo in questa avventura. Grazie a tutti di cuore».

Con Bonaccini si sta posizionando tutto il fronte dei sindaci dem. Non c'è solo il primo cittadino di Firenze Dario Nardella. In attesa dell'arrivo del sindaco Manfredi, il presidente dell'Emilia può già schierare il sostegno del sindaco di Bari e presidente dell'Anci Antonio Decaro. In Puglia non sembra esserci partita: Decaro ed Emiliano sono con Bonaccini. E anche Francesco Boccia potrebbe accodarsi. Il sindaco di Bari punta alla candidatura per la presidenza della Regione nel 2024 quando Emiliano rassegnerà le dimissioni con un anno di anticipo per candidarsi alle Europee. Sindaci e notabili del sud sono al fianco di Bonaccini. Un altro sindaco, Matteo Ricci, primo cittadino di Pesaro Urbino, non ha ancora deciso. Ricci continua la sua campagna di ascolto. Dopo le tappe in Piemonte, Lombardia, Sicilia e Basilicata, oggi sarà in Umbria a Gualdo Tadino per una cena con una famiglia italiana. È il format scelto dal sindaco per percorrere tutta l'Italia. Si sta ragionando sulle ipotesi. Goffredo Bettini ha manifestato interesse per un'eventuale candidatura di Ricci che però potrebbe fare un passo di lato per sostenere la discesa in campo dell'ex sottosegretario Enzo Amendola. In ogni caso bisognerà aspettare un'altra settimana: domenica pomeriggio Ricci sarà ospite di Lucia Annunziata e in quell'occasione comunicherà la decisione definitiva. Non è escluso che però anche Ricci e Amendola possano convergere su Bonaccini. Le trattative sono in corso. Resta in campo Paola De Micheli che sperava nell'appoggio di Dario Nardella. La macchina organizzativa è pronta a partire. La data del congresso è definita. Per essere candidati bisogna raccogliere le firme del 20% dell'assemblea nazionale. Un ostacolo che potrebbe far saltare qualche candidatura.

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