A Roma le sardine scoppiate: sul palco non ci sono i leader

I pesciolini in piazza senza i 4 fondatori, che intanto si preparano a chiedere a Conte l'abolizione dei decreti Sicurezza. Non c'è il pienone

A Roma le sardine scoppiate: sul palco non ci sono i leader

Le sardine vanno in piazza ma si scoppiano: lo storico gruppo bolognese non è presente a Roma, in piazza Santi Apostoli, dove i pesciolini manifestano per rispondere all'incontro elettorale che Matteo Salvini tiene all'Eur con il mondo produttivo in vista delle prossime elezioni Comunali. Mattia Santori e gli altri fondatori del movimento sarebbero infatti rimasti nel capoluogo emiliano per preparare la manifestazione di domani per sollecitare presso le autorità egiziane la liberazione di Patrick Zaky, detenuto nel paese nordafricano. Fonti del movimento hanno comunque voluto precisare: "Nulla di strano, gli impegni sono tanti e ci stiamo dividendo le cose da fare".

Non si è trattato di un vero e proprio flop per le sardine, che invece si erano rese protagoniste di una figuraccia a Scampia: non erano più di 30 le persone che si erano riunite davanti alla Stazione della Metro 1 Piscinola-Scampia. Gli organizzatori parlano di migliaia di partecipanti, ma non c'è comunque il pienone. Tra gli aderenti alla manifestazione vi sono l'Anpi, la Casa internazionale delle donne e il Baobab experience. Quello di oggi non è un appuntamento qualunque: oltre le polemiche nate sul costoso palco utilizzato, le sardine inaugurano una nuova fase in cui verranno viste con occhi diversi da parte dei vari leader politici. Sono infatti reduci da due vertici con il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano e con il titolare del dicastero degli Affari regionali Francesco Boccia, con cui hanno trattato temi relativi al Mezzogiorno e all'autonomia.

"Le sardine tifano per i mafiosi?"

Intanto il movimento anti-Salvini è al lavoro per incontrare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al quale chiederanno l'abolizione dei decreti Sicurezza approvati nel corso del suo primo governo. Tuttavia va sottolineato che al momento non è ancora stato ufficializzato un colloquio con il premier. Jasmine Cristallo ha lanciato un appello al Movimento 5 Stelle, che ieri è sceso in piazza contro i vitalizi: "Noi non parliamo di cambiare i decreti Sicurezza, noi chiediamo di abrogarli. La differenza è sostanziale. Mi rendo conto che è una scelta che i 5 stelle hanno fatto e ritrattarla può essere complicato per loro, però forse potrebbe servire loro per mostrare una volontà reale di discontinuità rispetto alla loro alleanza con Salvini, potrebbe essere utile per ricostruire qualcosa". La portavoce calabrese delle sardine poi ha aggiunto: "Non mi va di fare paragoni con nessuno, nemmeno con la piazza di ieri. Le piazze sono belle, le nostre non sono riempite con i pullman, sono spontanee, sono vere. Ma bisogna sempre rispettarle". Le ha fatto eco Giovanna Cavallo: "Vi parlo dallo sprofondo della stazione Tiburtina dove assistiamo centinaia di persone. La guerra è tra l'umanità e la disumanità". La rappresentante legale del Baobab ha affermato che gli effetti dei decreti Sicurezza "sono quelli di spingere alla fantasmizzazione, migliaia di persone sono uscite dai sistemi di accoglienza". A suo giudizio il principale risultato "è stato quello di insinuare la paura tra le persone".

I pesciolini, nell'appello pubblico con cui hanno lanciato la raccolta fondi per far fronte alle spese dell'evento, hanno scritto: "L'ondata di civiltà, pacifismo e umanità cavalcata a dicembre torna a Roma. È tornato il momento di alzarsi, uscire in mare aperto e gridare il nostro amore". Nel frattempo Matteo Salvini ha replicato: "Noi siamo li a parlare della città: di rifiuti, di metropolitane e di commercio. Le sardine invece parlano di me". L'ex ministro dell'Interno ha inoltre duramente attaccato il movimento, dopo l'ennesima richiesta di smantellare i suoi decreti: "Le sardine ci sono o ci fanno? Abolire i decreti Sicurezza significa togliere soldi, poteri e competenze a sindaci e forze dell'ordine, oltre che dimezzare la forza e gli uomini dell'Agenzia dei beni confiscati alla mafia. Forse qualcuno tifa per mafiosi e delinquenti?".